Sanità

mag252022

Paxlovid in farmacia, da sconfezionamento a dispensazione: le procedure per il farmacista

Paxlovid in farmacia, da sconfezionamento a dispensazione: le procedure per il farmacista

Sono 1.104 i trattamenti di Paxlovid avviati attraverso il canale della DPC, con una distribuzione tramite le farmacie di comunità avviata ormai in quasi tutto il territorio italiano


Sono 1.104 i trattamenti di Paxlovid avviati attraverso il canale della DPC per pazienti non ospedalizzati, secondo l'ultimo monitoraggio di Aifa, con una distribuzione tramite le farmacie di comunità avviata ormai in quasi tutto il territorio italiano. Diversi sono i modelli strutturati nelle varie Regioni e si passa dalle procedure della Lombardia in grado di garantire continuità nella disponibilità di prodotto alla possibilità di sconfezionamento dell'Emilia Romagna. Ma come funziona operativamente?

Paxlovid in farmacia: avviato in quasi tutta Italia. Diversi i modelli nelle Regioni

«Il farmaco» ha spiegato in una intervista a F-Online Chiara Scudeletti, Delegata Regionale per Federfarma Servizi in Emilia Romagna, Bolzano, Trento, Puglia, Trentino Alto Adige, Umbria e Veneto e presente in diversi Tavoli regionali, «in questa prima fase, viene fornito, in tutta Italia, dalla Struttura commissariale in confezionamento estero, in attesa che l'azienda produttrice immetta sul territorio le confezioni italiane - si parla indicativamente di giugno - che verranno consegnate direttamente alle Regioni. Il flusso prevede, per ora, il ritiro da parte del distributore presso le farmacie ospedaliere e la gestione nei propri magazzini del medicinale, a cui viene allegato il foglietto illustrativo in italiano. In Lombardia, dove la partenza è avvenuta il 16 maggio, è stato effettuato un primo ritiro di 7000 confezioni, rendendo disponibile, sin dal primo giorno, una confezione per ogni farmacia del territorio. Poiché si tratta di una terapia per la quale è fondamentale la rapidità nella assunzione, che deve iniziare entro cinque giorni dall'insorgenza sintomi, e la pronta disponibilità nelle farmacie del territorio, si è scelto di procedere attraverso la logica del ministock: una volta erogata la confezione, il sistema Web Dpc riordina automaticamente il farmaco, che, con la prima consegna utile, viene reso immediatamente disponibile in farmacia». Tale procedura «viene applicata anche in Friuli Venezia Giulia, partita dal 9 maggio con la dispensazione del Paxlovid in farmacia, mentre non è prevista per ora in altre Regioni».

In Emilia-Romagna previsto lo sconfezionamento. Ecco cosa si prevede

Diversi sono comunque i modelli attuati nei vari territori, come per esempio in Emilia Romagna: «qui le farmacie effettuano lo sconfezionamento del farmaco, su prescrizione medica e secondo le indicazioni del piano terapeutico, per pazienti con compromissione renale moderata». Come si ricorderà la scatola contiene esclusivamente la terapia indicata, che è per cinque giorni: il contenuto, quindi, è di 5 blister, ciascuno dei quali rappresenta la dose giornaliera, per un totale di 30 compresse. La terapia, da assumere per via orale per 5 giorni, consiste di 2 medicinali: nirmatrelvir (PF-07321332), compressa rosa, e ritonavir, compressa bianca. La dose giornaliera raccomandata è 2 compresse di nirmatrelvir e 1 di ritonavir due volte al giorno ogni 12 ore. Le due compresse di nirmatrelvir (PF-07321332) e la compressa di ritonavir devono essere assunte insieme. Ogni blister giornaliero contiene 4 compresse di PF-07321332 e 2 compresse di ritonavir per entrambe le assunzioni. Secondo quanto prevede il Piano terapeutico, per quanto riguarda pazienti con compromissione renale moderata "la dose di Paxlovid deve essere ridotta a PF-07321332/ritonavir 150 mg/100 mg ogni 12 ore per 5 giorni per evitare la sovraesposizione. Pertanto, per i pazienti con compromissione renale moderata deve essere assunta soltanto una compressa di nirmatrelvir (PF-07321332) con la compressa di ritonavir ogni 12 ore". «In sostanza» continua Scudeletti «in questa Regione viene consegnata al paziente la confezione privata delle compresse in più secondo l'indicazione del medico. Il farmacista deve seguire una prassi ben precisa, attenendosi alle Norme di Buona preparazione, come se si trattasse di una preparazione galenica. Una volta rimosse le compresse, che vanno correttamente smaltite, per esempio ripone il blister e sigilla la confezione, vi colloca sopra un adesivo per coprire la posologia, e così via».

Prescrizioni e ricorso al canale delle farmacie

Per quanto riguarda i quantitativi dispensati, a tracciare il quadro è l'ultimo monitoraggio di Aifa (estrazione dei dati del 18 maggio) in cui risulta evidente come la distribuzione in farmacia sia stata avviata nella stragrande maggioranza dei territori. Ad aver avviato il maggior numero di trattamenti fino al 18 maggio è la Toscana, con 198 confezioni dispensate in Dpc, seguita da Lazio ed Emilia Romagna (172 e 170), ma occorre considerare che ciascun territorio è partito in ordine sparso. Rispetto al monitoraggio precedente (di circa due settimane prima) sono stati avviati in più 2750 trattamenti, a cui appunto hanno contribuito i 1104 del canale Dpc. Le prescrizioni giornaliere nella settimana che va dal 12 al 18 maggio sono pari a 998 richieste di farmaco. In merito alle indicazioni, va ricordato che il Paxlovid "è indicato per il trattamento della malattia da Covid-19 negli over 18 che non necessitano di ossigenoterapia supplementare e che sono ad elevato rischio di progressione severa". In particolare, è indicato a chi presenta almeno un fattore di rischio tra quelli riportati nel Piano terapeutico - per esempio tumori in fase attiva, insufficienza renale cronica, obesità, Bpco grave, immunodeficienza primaria o acquisita, scompenso cardiaco, malattia coronarica, cardiomiopatia, diabete mellito non compensato". In ogni caso non va utilizzato in gravidanza (non sono disponibili dati riguardo all'uso di Paxlovid nelle donne incinta). "La terapia deve essere somministrata il prima possibile dopo la diagnosi ed entro 5 giorni dall'insorgenza dei sintomi. Prima e durante la terapia si devono tenere in considerazione potenziali interazioni con altri medicinali" e per questo "è opportuno riesaminare i medicinali concomitanti e il paziente deve essere monitorato per eventuali reazioni avverse associate". L'anamnesi farmacologica è fondamentale e "va indagata adeguatamente".

Francesca Giani
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