Sanità

gen262017

Pay-back, Aifa: nulla è dovuto da farmacie e distributori per triennio 2013-15

Pay-back, Aifa: nulla è dovuto da farmacie e distributori per triennio 2013-15
Al netto del pay-back delle aziende farmaceutiche, per i farmaci distribuiti sul territorio la spesa registrata nelle farmacie nel 2013 rispetto al 2012 è stata inferiore di 100 milioni (8,8 miliardi contro 9) ed è stata più bassa pure nel 2015 sul 2014 (8,4 miliardi contro 8,6). Pertanto, visto che nel 2014 il ripiano già non era contemplato a carico della filiera, «nulla è dovuto da farmacie e grossisti a titolo di ripiano degli sfondamenti del tetto dell'11,35% della spesa farmaceutica territoriale per il triennio 2013-2015». Lo afferma l'Agenzia del Farmaco nella Nota sulla metodologia applicativa del governo della spesa farmaceutica territoriale ed ospedaliera per gli anni 2013-14-15. Peraltro, farmacie e grossisti, ove abbiano distribuito acquistandoli dal produttore farmaci ospedalieri che hanno causato sforamenti negli anni citati, devono ripianare con un incremento sullo sconto al Servizio sanitario nazionale.

La Nota Aifa aggiorna la situazione rispetto alle sentenze dei Tar a seguito delle quali i pay-back negli anni citati erano stati sospesi, e risponde agli stessi tribunali amministrativi che chiedevano di capire i criteri usati per i ripiani con relazione a firma del Direttore generale. La relazione in questione altro non è che questa Nota; e prende le mosse dal decreto legge 113 del 2016 che rafforza l'istituto del pay-back a carico di aziende farmaceutiche e filiera se si sforano i tetti di spesa farmaceutica convenzionata (11,35% del totale della spesa sanitaria) ed ospedaliera (3,5% del totale della spesa sanitaria). Inizialmente, il decreto legge 113 ha disposto che le industrie dovessero ripianare tutto il 2013, un 10% in meno nel 14 e un 20% in meno nel '15. Nella Nota l'Agenzia del Farmaco viene incontro alle industrie. Per la spesa convenzionata, posto l'azzeramento del pay-back per la filiera distributiva, visto che si è registrato uno sfondamento di 21,5 milioni di euro nel 2013, niente nel '14 e di 285,8 milioni di euro nel 2015, si concede ai titolari di autorizzazione in commercio rispetto al ripiano dovuto di pagare il 90% per il 2013 e l'80 per il 2015. «In particolare, per il monitoraggio della spesa farmaceutica territoriale 2013, «sono stati considerati come definitivamente acquisiti dal Ssn gli importi versati dalle aziende farmaceutiche alle Regioni e alle Province autonome a titolo di ripiano degli sfondamenti dei tetti di prodotto di fascia "A" verificati al 31 dicembre 2013 (pari a complessivi 20,6 milioni di euro)».

Nella spesa ospedaliera invece si evidenzia il mancato rispetto del tetto per tutti e tre gli anni per 739 milioni nel 2013, 976 nel 2014 e 1537 nel 2015, e qui le aziende farmaceutiche -che ripianano per legge il 50% dello sforamento su questo capitolo - si ripartiranno un versamento pari al 90% del dovuto per il 2013 e 2014 e l'80% per il 2015. Chi non adempie, rischia una riduzione d'imperio del prezzo dei suoi prodotti nei successivi sei mesi fino alla concorrenza del pay-back dovuto, incrementato del 20%. Per i farmaci innovativi e orfani infine gli sforamenti sono posti a carico di tutte le aziende titolari di autorizzazioni in commercio di prodotti non innovativi posti a carico Ssn. Solo ove un farmaco innovativo fosse responsabile di una spesa enorme (oltre 300 milioni di euro) se ne pone a carico del produttore il 20% dello sforamento cagionato. Come da decreto legge 113/2016, le aziende sono obbligate ad anticipare le cifre richieste, dettagliate nella Nota, anche ove chiedano la rettifica dei dati calcolati e pubblicati da Aifa presentando documentazione.
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