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Politica e Sanità

10 Ottobre 2016

Rivoluzione farmacia: manuale di sopravvivenza secondo i protagonisti


"Un nuovo patto di categoria" non è solo il titolo dell'ultimo libro del presidente di Federfarma Roma, Vittorio Contarina, ma è in estrema sintesi la via maestra che gli "addetti ai lavori" tracciano per far sì che la farmacia sopravviva alle rivoluzioni in atto: una su tutte l'avvento dei capitali che saranno introdotti con il Ddl concorrenza. Il volume, edito da Edra e il cui ricavato andrà interamente ai farmacisti di Amatrice e di Accumoli grazie al progetto benefico "Farma&Friends", rappresenta dunque uno stimolo per la categoria a riflettere sulle trasformazioni che, inevitabilmente, travolgeranno tutte le farmacie del territorio nazionale con risvolti differenti da regione a regione.

Ed è proprio su un aspetto importante, come la distribuzione diretta e per conto, che si sofferma Contarina nelle pagine del suo libro. «Il modello laziale della distribuzione dei farmaci, appartenente al prontuario della distribuzione diretta ospedaliera-territorio» ha spiegato Osvaldo Moltedo, presidente di Federfarma Lazio, nell'intervista con Farmacista33 durante la presentazione del volume «è in assoluto il migliore in quanto produce rispetto che nelle altre regioni i più grandi risparmi senza danneggiare ulteriormente il farmacista». E della stessa opinione è Andrea Cicconetti, segretario di Federfarma Roma. «A garanzia di una maggiore stabilità delle farmacie» ha spiegato «il nuovo accordo, in vigore dal 1° ottobre 2016, avrà durata 4 anni cioè sino al 30 settembre 2020 e non più due». Grande prerogativa del nuovo accordo, secondo Cicconetti, è proprio quella di dare stabilità al sistema. «La farmacia ha bisogno di stabilità per il futuro, di certezze economiche perché diversamente non si può fare sviluppo né investimento, non si riesce a stare sul territorio in mezzo ai cittadini e per i cittadini».

Fra i tanti aspetti affrontati nel libro, c'è anche quello del ruolo delle cooperative rispetto all'arrivo dei capitali, ma Alfredo Procaccini, consigliere di Federfarma Roma, Unico e Credifarma rassicura: «Le cooperative sono già pronte all'ingresso dei capitali, ma i farmacisti devono allontanare da loro le ultime incertezze. Il segreto per resistere sarà proprio avere fiducia nella propria cooperativa, credere e seguire i dettami di chi studia le dinamiche per dare risposte migliori ai colleghi».

Ed è proprio su questa scia che si inserisce una delle esperienze di aggregazioni tra farmacisti, come ha spiegato Marco Cossolo, presidente di Federfarma Torino. «Experta è un format phygital (fisico e digitale) di farmacie indipendenti che costituiscono non solo un punto di dispensazione di farmaci e prodotti per la salute, ma un vero e proprio innovativo presidio sanitario sul territorio, un team di professionisti che prendono in carico la persona per tutte le esigenze di salute. Experta» ha aggiunto Cossolo «espleta procedure di pharmaceutical care e assistenza sanitaria avvalendosi di strumenti propri dell'healthcare retail e soluzioni digitali». In sostanza, una rete di farmacie indipendenti che valorizza la singolarità di ogni farmacista senza omologarla.

«Questa rete può essere una proposta alternativa anche all'arrivo dei capitali perché permette al farmacista di dotarsi di quegli strumenti che le catene avranno e che le singole farmacie da sole non possono mettere in campo». Ripercorrendo il filo conduttore del libro di Vittorio Contarina, torna dunque spesso il concetto di una nuova logica di unione della categoria che possa portare idee innovative per affrontare al meglio le sfide del futuro. Sfide in cui, più di tutte, si trovano coinvolte le farmacie rurali dove non contano le leggi dell'economia e del profitto, ma solo quelle dei rapporti umani. «Nel libro si evidenza molto bene» avverte Alfredo Orlandi, presidente Sunifar «uno dei problemi maggiori per le farmacie rurali e cioè quella "elemosina" di indennità di residenza che in origine doveva essere ben altro. Dal '68 ad oggi, invece, la cifra è rimasta immutata e cioè 478 euro. Si capisce bene che è una somma irrisoria e dimostreremo con i fatti quanto sia importante la farmacia tutta e soprattutto quella rurale».


Rossella Gemma

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