Sanità

feb262021

Pazienti oncologici, intervista a Rachele Aspesi (Ordine Varese): farmacista esperto titolato per consulenza, dalla nutrizione agli stili di vita

Pazienti oncologici, intervista a Rachele Aspesi (Ordine Varese): farmacista esperto titolato per consulenza, dalla nutrizione agli stili di vita

Con la pandemia c'è stata una forte riduzione dei pazienti oncologici alle strutture ospedalieri e il farmacista ha assunto un ruolo professionale di consulenza e ascolto per questi pazienti

In una fase storica caratterizzata dalla pandemia Covid-19 in cui si registra un mancato accesso drammatico dei pazienti oncologici alle strutture ospedaliere (Dati Aiom) il malato oncologico ha trovato un punto fermo nel farmacista che gli ha offerto consulenza professionale e ascolto. A dare testimonianza con la propria esperienza è Rachele Aspesi, farmacista titolare dal 2019 di una farmacia, vicepresidente dell'Ordine dei farmacisti di Varese e docente del progetto di formazione Farmacia oncologica, intervistata per Farmacista33 da Ludovico Baldessin, Chief Business & Content Officer di Edra (Versione integrale sulla pagina Facebook Farmacista33).

Formazione e specializzazione certificata

«L'idea di un progetto formativo in Farmacia oncologica - spiega la farmacista - è nata proprio per arrivare al paziente oncologico deospedalizzato in fase di terapia o in follow up che necessita di figure sanitarie di riferimento diverse da quelle della struttura oncologica. Il tempo medio di vita del paziente oncologico oggi è mediamente superiore 5 anni è evidente la ricaduta sul territorio per rispondere a questa evoluzione è importante che i farmacisti siano formati e certificati per svolgere un ruolo di supporto. Con la pandemia, quando le nostre strutture di riferimento più importanti mollavano il colpo sugli screening, sul follow up, la figura del farmacista oncologico è diventata ancora di più una figura di riferimento sul territorio. Io, come molti colleghi ci siamo ritrovati a doverlo fare con molti pazienti oncologici lasciati in una bolla sotto l'aspetto psicologico, del controllo, per la gestione pratica dei disturbi o dell'alimentazione. E il risultato più importante non è tanto la fidelizzazione del paziente ma la crescita personale professionale».

Farmacista educatore alla salute

Una vision della professione che si inserisce nel modello di prossimità promosso dal ministro Speranza e raccolta da Draghi in cui il cuore è proprio la componente territoriale dell'assistenza sanitaria in cui il farmacista è un interlocutore quasi quotidiano del malato: «Nella nostra farmacia, come in tutte le farmacie che hanno voluto da anni essere pronte per la farmacia dei servizi, abbiamo avuto un incremento delle richieste per un controllo immediato da un holter pressorio agli esami di prima istanza di autoanalisi più semplici che permettessero un monitoraggio del paziente in attesa ritornare a fare gli esami presso una struttura ospedaliera con tutte le dovute precauzioni e con tutti i presidi necessari ci siamo attrezzati. Avere spazi dedicati per il paziente sono la chiave di volta per la farmacia dei servizi che ci rende pronti a partecipare alle campagne screening del Covid e a fare la nostra parte se ci dovessero chiamare per la possibilità di effettuare i vaccini quando sarà il nostro turno».
In questo scenario, ha proseguito l'esperta, «un farmacista esperto, una figura specializzata in alimentazione che si è formato con un master o con una seconda laurea ha pieno titolo di essere un educatore sanitario in ambito nutrizionale è un nostro diritto e un nostro viene sancito da sentenza della Corte di Cassazione del 2017. Ed è un servizio che si potrebbe offrire per qualsiasi patologia, disturbo o problematica, una consulenza che va al di là della dieta o della grammatura degli alimenti, ma può diventare molto ampia perché si parla di stili di vita salutari. Ma serve una visione diversa sugli stili di vita in cui il farmacista può svolgere un ruolo di educatore alla salute e raggiungere risultati di salute dei cittadini totalmente inaspettati e straordinari».

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