Sanità

nov62008

Peg IFN-2a guarisce di più

Lo studio italiano, coordinato da Massimo Colombo, direttore della I Divisione di gastroenterologia e del centro A.M. Migliavacca, per lo studio del fegato dell'università degli Studi di Milano, ha riportato risultati promettenti nella sperimentazione del terapia con peginterferone alfa-2a. Il farmaco ha determinato tassi di guarigione migliori di soggetti colpiti da epatite C, rispetto ai trattamenti con altri interferoni peghilati. I dati, presentati al congresso dell'American Association for the Study of the Liver Disease, sono stati raccolti su un campione di 431 pazienti, randomizzati al trattamento con peginterferone alfa-2a o con peginterferone alfa-2b, sempre in associazione a ribavirina. La prima combinazione ha ottenuto un tasso di guarigione del 66% contro il 54% e la differenza appare ancora più pronunciata nelle forme virali più difficili da trattare, vale a dire infettati dai genotipi 1 o 4 (48% contro 32%). I due regimi terapeutici hanno mostrato un profilo di sicurezza e tollerabilità simile.
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