Sanità

gen302019

Pensione, in vigore Quota 100. Ecco le misure previste

Pensione, in vigore Quota 100. Ecco le misure previste

È entrato in vigore il decreto legge (DL 4/2019) che contiene i provvedimenti cardine del Governo giallo-verde, quota 100 e reddito di cittadinanza, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, avvenuta l'altro ieri. Adesso, il prossimo passaggio prevede che, entro 60 giorni, dovrà essere convertito in Legge dalle Camere (con probabile avvio dell'Iter al Senato). Tanti i provvedimenti contenuti, anche solo limitando l'analisi alla previdenza: oltre, appunto, a quota 100, è prevista anche la proroga dell'anticipo pensionistico sociale (Ape) e di opzione donna, con 35 anni di contributi al 31 dicembre 2018 e un'età pari o superiore a 58 anni per le dipendenti e a 59 anni per le autonome. E tra le misure in vigore anche il riscatto agevolato della laurea.

Pensione quota 100. Come si sa, si tratta della possibilità, nel triennio sperimentale 2019-2021, di andare in pensione con 62 anni di età e 38 di contributi per «gli iscritti all'assicurazione generale obbligatoria e alle forme esclusive e sostitutive della medesima, gestite dall'INPS, nonché alla gestione separata». Il diritto alla pensione anticipata può essere acquisito «entro il 31 dicembre 2021» ed esercitato anche successivamente a tale data. Previsto il cumulo gratuito dei «periodi assicurativi non coincidenti», ma solo all'interno di diverse gestioni previdenziali «amministrate da Inps».

Per i lavoratori privati e gli autonomi, la partenza è fissata ad aprile (per chi ha maturato il diritto al 31 dicembre 2018) con un meccanismo di adesione a finestre trimestrali (vale a dire che per chi raggiunge i requisiti dal primo gennaio di quest'anno, il primo gate utile è dopo tre mesi dalla data in cui si matura il diritto). Per i dipendenti pubblici che hanno raggiunto i requisiti entro la data di entrata in vigore del provvedimento (29 gennaio 2019), invece, la partenza è da inizio agosto, e successivamente, a partire dal 30 gennaio, dopo sei mesi e comunque dopo il primo agosto. Per costoro «la domanda di collocamento a riposo deve essere presentata all'amministrazione di appartenenza con un preavviso di sei mesi».
Dal primo giorno di decorrenza della pensione fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia, c'è il divieto di cumulo dei redditi, da lavoro dipendente o autonomo, a esclusione delle collaborazioni occasionali, con un tetto fino a 5mila euro l'anno. 

Pace sociale. Prevista la possibilità di riscatto dei periodi non coperti da versamenti, per i lavoratori che hanno una contribuzione pensionistica all'Inps o alle forme sostitutive ed esclusive, speciali, e separata della stessa, a partire dal 96. Anche questa misura è intesa in via sperimentale per il triennio 2019-2021. Possono quindi essere riscattati «in tutto o in parte, i periodi antecedenti alla data di entrata in vigore del presente decreto compresi tra la data del primo e quella dell'ultimo contributo comunque accreditato nelle forme assicurative citate, non soggetti a obbligo contributivo e che non siano già coperti da contribuzione, comunque versata e accreditata, presso forme di previdenza obbligatoria. Detti periodi possono essere riscattati nella misura massima di cinque anni, anche non continuativi». Il riscatto può avvenire in unica soluzione o a rate, con oneri detraibili al 50%. «Per i lavoratori del settore privato l'onere per il riscatto di questi periodi può essere sostenuto dal datore di lavoro destinando, a tal fine, i premi di produzione spettanti al lavoratore stesso. In tal caso, eÌ deducibile dal reddito di impresa e da lavoro autonomo». 

Riscatto laurea agevolato. Tra le misure, anche la possibilità per gli under 45 di riscattare il periodo universitario con una cifra di poco superiore ai 5mila euro per un anno, ma ci sono dei paletti: il riscatto agevolato è possibile solo se il periodo ricade sotto il sistema di calcolo pensionistico contributivo. Il riscatto agevolato non potrà essere richiesto per periodi anteriori al 96, di competenza del metodo di calcolo retributivo. Secondo quanto hanno fatto circolare alcuni esponenti di Governo, in fase di conversione in legge del decreto, potrebbe fare capolino un ulteriore step della misura: un allargamento agli over 45 (fino ai 50enni) dell'agevolazione.

Scivolo. Nel decreto si prevede anche la possibilità per i fondi bilaterali di «erogare un assegno straordinario per il sostegno al reddito a lavoratori che raggiungano i requisiti previsti per l'accesso alla pensione quota 100 entro il 31 dicembre 2021» (chi, in quest'anno, ha 59 anni di età e 35 anni di contributi). Assegno che «può essere erogato solo in presenza di accordi collettivi di livello aziendale o territoriale sottoscritti con le organizzazioni sindacali più rappresentative nei quali eÌ stabilito a garanzia dei livelli occupazionali il numero di lavoratori da assumere in sostituzione dei lavoratori che accedono a tale prestazione». La misura vale anche per «coloro che raggiungono i requisiti di accesso alla prestazione straordinaria per effetto del riscatto o della ricongiunzione. Le relative risorse sono versate ai Fondi di solidarietà dal datore di lavoro interessato e costituiscono specifica fonte di finanziamento. Tali versamenti sono deducibili».

Francesca Giani


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