Sanità

lug242018

Pensione, requisito attività professionale: ecco come calcolarlo

Pensione, requisito attività professionale: ecco come calcolarlo
Lavoro intermittente, disoccupazione, cambiamenti nel tipo di attività svolta. Sono tanti gli eventi che nell'arco di una vita possono succedere, soprattutto in periodi di maggiore incertezza come questi, e orientarsi nel calcolo della pensione potrebbe non essere sempre facile. Come si fa, per esempio, ad accertare il numero di anni di attività necessari per ottenere la pensione? Come si considerano periodi di disoccupazione o di sospensione dell'attività? E per chi ha lavorato per diverse tipologie di datori di lavoro, quali sono i criteri per considerare l'attività svolta "professionale", e quindi utile per la pensione? A tutte queste domande ha cercato di dare una risposta l'Enpaf, che ha pubblicato sul suo sito una sorta di vademecum dedicato al requisito dell'attività professionale ai fini del pensionamento per vecchiaia. «L'art. 8 del Regolamento» ricorda Enpaf «prevede tra i requisiti per maturare il diritto alla pensione di vecchiaia, l'esercizio per venti anni dell'attività professionale, salvo il regime transitorio. Nella seduta del 24 maggio 2018, il Consiglio di amministrazione ha fissato le linee guida per l'accertamento del numero di anni di attività necessari per ottenere la pensione nel caso del regime transitorio e per il computo dei periodi di attività effettivamente svolta dall'iscritto». Vale la pena allora ripercorrere alcune delle previsioni.
In particolare, si legge nel documento, per quanto riguarda le modalità di computo - una delle novità appunto - «viene riconosciuto un anno intero di attività professionale a chi abbia esercitato per almeno sei mesi e un giorno nell'ambito di ciascun anno solare. I periodi inferiori a sei mesi e un giorno, eventualmente presenti nel corso di anni solari diversi, possono essere utilizzati per il raggiungimento del requisito dell'attività professionale» in maniera cumulativa ma «la sommatoria deve arrivare a 12 mesi. Nel caso in cui, nell'ambito di un anno solare, siano presenti periodi di attività professionale eccedenti i sei mesi e un giorno, questa parte non potrà essere utilizzata per l'eventuale sommatoria con altri periodi presenti in anni diversi per raggiungere i 12 mesi». A ogni modo, «per calcolare i periodi di attività professionale viene utilizzato l'anno commerciale e il computo eÌ effettuato per mesi, convenzionalmente composti da trenta giorni. Le frazioni di mese, eventualmente presenti, verranno valutate per sommatoria dei giorni e, pertanto, per la maturazione di un mese, saranno necessari trenta giorni».

Un periodo di crisi come quello attuale può portare a svolgere attività diverse, che non necessariamente siano riconducibili a quella, pur prevalente, in farmacia. Come individuare l'attività professionale del farmacista? Innanzitutto, si legge ancora nel documento, «la legge prevede che sia obbligatorio non solo avere conseguito la laurea in Farmacia o CTF, ma anche l'iscrizione all'Albo professionale, e che l'attività, anche laddove non richieda l'obbligo di iscrizione all'Albo, abbia una connessione con il farmaco». Per fornire un chiarimento, l'Enpaf ha previsto un elenco di attività, anche se «indicativo e non esaustivo, in quanto non si può escludere che, pur in base ai parametri generali, possano essere individuate anche altre attività alle quali possa essere riconosciuto il carattere professionale».

Tra queste:
a) preparazione della forma farmaceutica dei medicinali;
b) fabbricazione e controllo dei medicinali;
c) controllo dei medicinali in un laboratorio di controllo dei medicinali;
d) immagazzinamento, conservazione e distribuzione dei medicinali nella fase di commercio all'ingrosso;
e) preparazione, controllo, immagazzinamento e distribuzione dei medicinali nelle farmacie aperte al pubblico;
f) preparazione, controllo, immagazzinamento e distribuzione dei medicinali negli ospedali;
g) diffusione di informazioni e consigli nel settore dei medicinali.

In generale, per quanto riguarda il requisito di attività professionale Enpaf ricorda le regole:
a) Il requisito dei venti anni eÌ richiesto per coloro che si iscrivano o si reiscrivano all'Ente dopo il 31 dicembre 1994.
b) Per gli iscritti che, alla data del 31 dicembre 1994, non abbiano compiuto 45 anni di età, invece, il requisito viene richiesto in ragione di due anni ogni tre di iscrizione e contribuzione successivi al 31 dicembre 1994.
c) Il requisito viene richiesto nella misura di cinque anni agli assicurati che si siano cancellati entro il 31 dicembre 2001 e maturino il requisito della pensione di vecchiaia con venti anni di iscrizione e contribuzione.
d) Agli iscritti che, alla data del 31 dicembre 1994, abbiano già compiuto 45 anni di età, il requisito non eÌ richiesto.

Il requisito non si applica ai regimi transitori per la pensione di vecchiaia che riguardano:
- soggetti dimessi al 31 dicembre 1991 che abbiano maturato quindici anni di iscrizione e di contribuzione effettive all'Ente;
- soggetti dimessi al 31 dicembre 1994 che abbiano maturato diciassette anni di iscrizione e contribuzione effettive.


Francesca Giani
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