Sanità

feb132018

Pensioni e capitali, primi effetti su calo contribuenti. Croce: difficile fare previsioni

Pensioni e capitali, primi effetti su calo contribuenti. Croce: difficile fare previsioni
Che gli effetti della legge sulla Concorrenza e dell'avvento delle società di capitali potessero colpire anche la platea dei contribuenti dell'Enpaf è un aspetto che dall'Ente era stato segnalato fin da subito. E se ci sono già le prime cancellazione di alcuni farmacisti, per lo più pensionati, dall'Ordine, e quindi dall'Enpaf, non è ancora chiaro quale impatto potrà avere la misura contenuta nella Legge di Bilancio 2018 sul contributo dello 0,5%. A fare il punto Emilio Croce, presidente Enpaf, che spiega anche quando la misura sarà operativa.
«La recente introduzione del contributo dello 0,5% sul fatturato delle farmacie, gestite in forma societaria e non, con prevalenza di capitale o patrimonio in capo a non farmacisti, rappresenta senza dubbio un fattore positivo, ancorché oggi non è facile stimare, soprattutto qualora si vada a un sistema di calcolo delle prestazioni su base contributiva, quale possa essere la perdita di gettito contributivo per il nostro Ente. Analogamente, non è possibile stimare, oggi, quale possa essere la perdita di gettito contributivo nell'ipotesi in cui le società di capitali vengano a depauperare il numero dei contribuenti dell'Enpaf, a fronte della cessione, da parte di questi ultimi, dei propri esercizi». Certo è, continua, «la legge sulla concorrenza e l'avvento delle società di capitali cominciano a produrre i primi effetti sulla platea dei nostri contribuenti. Alcune società di persone sono state trasformate in società di capitali e i farmacisti, per lo più pensionati, hanno presentato domanda di cancellazione all'Ordine, e quindi dall'Enpaf. Va detto comunque che costoro, non essendo più iscritti, in qualità di solo soci di capitale, non potranno comunque più esercitare l'attività professionale nelle farmacie, pena l'applicazione delle prescritte sanzioni, anche di natura penale».

Proprio anche a seguito di questa situazione, «i lavori della Commissione di studio per la riforma della previdenza hanno subito in questo periodo una battuta d'arresto, in quanto occorreva conoscere la possibile trasformazione della platea dei contribuenti anche in seguito all'avvento delle società di capitali. Si tratta di un fenomeno dirompente anche sul nostro assetto previdenziale, dal momento che non è possibile stimare, oggi, come evolverà l'esercizio dell'attività professionale del farmacista nei prossimi anni. L'avvento del capitale nella gestione delle farmacie rischia di alterare profondamente il numero di coloro per i quali l'Ente offre oggi la copertura previdenziale obbligatoria. Questo è un elemento determinante per validare, anche in termini di sostenibilità, il progetto di riforma che si propone, tra l'altro, di superare l'attuale meccanismo di contribuzione».
Per quanto riguarda la misura in Finanziaria, «la disposizione del contributo dello 0,5% è entrata in vigore il 1° gennaio scorso e il contributo dovrà essere versato entro il 30 settembre del prossimo anno, avendo riguardo ai fatturati prodotti al 31 dicembre 2018. Nei prossimi mesi, l'Ente dovrà varare uno specifico regolamento per la riscossione del suddetto contributo, regolamento che dovrà essere sottoposto all'approvazione dei Ministeri vigilanti».

Da Croce arriva un punto anche sul capitolo Assistenza: «La Commissione di studio sulla riforma dell'assistenza ha concluso i lavori con una proposta di regolamento, che ha incontrato l'unanime apprezzamento del Consiglio Nazionale ed è stata già adottata a seguito dell'approvazione dei Ministeri Vigilanti (Lavoro ed Economia), al cui vaglio era stata sottoposta. L'Enpaf non si è mai sottratto ad una prospettiva di adeguamento e ammodernamento alle esigenze dei propri iscritti. Parlano i fatti: non appena il Consiglio Nazionale ha espresso le indicazioni di individuare un percorso di riforma della assistenza e della previdenza, il Consiglio di amministrazione ha immediatamente dato corso alla richiesta ed ha istituito due apposite commissioni, una per la riforma dell'assistenza, l'altra per quella della previdenza. Mi si consenta, al riguardo, una precisazione. Dall'indicazione del Consiglio Nazionale a procedere ai necessari cambiamenti fino all'approvazione del nuovo Regolamento di Assistenza sono trascorsi due anni - che per interventi di tale natura sono meno del tempo minimo necessario. Ciò a beneficio di quanti sostengono che il Cda dell'Ente sarebbe chiuso a ipotesi di cambiamento. Tra le novità assolute introdotte, vi è la previsione di maggiori tutele in favore di tutti gli iscritti e i titolari di pensione diretta Enpaf, a prescindere dalla condizione di bisogno economico: si tratta di iniziative di assistenza sanitaria integrativa e di altre coperture per morte, invalidità e non autosufficienza (Long Term Care). Tutti gli oneri per le predette coperture assicurative saranno esclusivamente a carico della Fondazione, senza alcun aggravio economico per gli assicurati. È fatta salva, inoltre, la possibilità per gli assicurati di estendere le coperture all'intero nucleo familiare, ovviamente con oneri a proprio carico. Per garantire le coperture assicurative succitate, l'Ente ha recentemente aderito ad Emapi, Ente di Mutua Assistenza per i Professionisti Italiani, fondo al quale aderiscono altre 10 Casse di previdenza dei professionisti».

Francesca Giani
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