Sanità

apr142017

Pensioni, Federspev: siamo sotto attacco politico. Speranze nella Consulta

Pensioni, Federspev: siamo sotto attacco politico. Speranze nella Consulta
Tra i pochi che sono rimasti a resistere contro il blocco dell'inflazione sono rimasti loro, i 20 mila medici farmacisti e veterinari di Federspev. Ricorsero ai tempi della legge 201/2011 (la cosiddetta "legge Fornero") che tagliava l'allineamento delle pensioni superiori a tre volte il minimo Inps (1400 euro lordi al mese) e non consentiva a pensionati con reddito medio basso di recuperare il carovita. La Corte Costituzionale diede loro ragione con la sentenza 70 nel 2015. Ora di fronte alla Corte pende un altro ricorso di questa Federazione, che nei giorni scorsi ha celebrato il 54° congresso a Roma. Riguarda la legge 109, o "bonus" Poletti, che all'indomani della sentenza 70, che aveva disposto il pieno recupero delle cifre, ha escluso dal recupero le pensioni superiori a sei volte il minimo Inps. «La Consulta si pronuncerà entro giugno o al massimo nel primo autunno e siamo in attesa di una risposta», afferma il presidente Federspev Michele Poerio.

«Abbiamo qualche timore, la Corte Costituzionale in una recente sentenza contraddice una lunga serie di precedenti che sul tema tutelavano i diritti acquisiti. E' una sentenza "politica", a mio avviso: mai come adesso sono state sotto attacco le pensioni. Molti politici partono dal presupposto che il pensionato non lavora, dimenticando che si è guadagnato la pensione. Si chiede a più voci un contributo di solidarietà a carico delle generazioni più anziane per sostenere i giovani e il loro futuro: lo fa la Fondazione Visentini, ma prima ancora l'Inpgi ha imposto un prelievo agli assegni dei giornalisti pensionati. Noi siamo disponibili a offrire un contributo, ma si tassino anche i redditi dei lavoratori, come ha detto la consulta due anni fa: la pensione è un diritto acquisito e l'intoccabilità di questo tipo di diritti è un principio fondamentale del patto costituente. Inoltre prima di mettere le mani sui redditi degli italiani si combatta seriamente l'evasione fiscale perché un recupero di 19 miliardi su 120-130 di evasione è un compito non del tutto eseguito».

Poerio aggiunge: «Forse nemmeno alcuni politici sanno che le pensioni pagate in Italia non sono poi così alte. Su una pensione di 20 mila euro lordi l'anno il pensionato italiano paga 4 mila euro di Irpef, lo spagnolo 2 mila, l'inglese mille, il francese 500, il tedesco 39! Come Federspev diciamo che le pensioni vanno collegate a una dinamica di tipo salariale da cui furono sganciate negli anni Novanta ai tempi in cui era premier Giuliano Amato. L'Inps potrebbe anche pagare pensioni meno cospicue ma a patto di tassarle come nel resto d'Europa e di non intaccare il potere d'acquisto». Terzo fronte, le pensioni di reversibilità: Federspev rappresenta anche vedove e superstiti dei sanitari italiani, e l'anno scorso una prima versione del disegno di legge sulla lotta alla povertà aveva evocato "la razionalizzazione delle prestazioni di natura previdenziale ed assistenziale" ed una possibile ri-graduazione delle pensioni di reversibilità (future o per qualcuno anche in essere) in base al reddito Isee. Insomma, l'aumentare delle disponibilità patrimoniali di una vedova e dei suoi figli avrebbe potuto comportare la riduzione di un diritto. «Ci siamo ribellati -ricorda Poerio - e alla fine ci è stato dato ascolto. Il sottosegretario al Lavoro Luigi Bobba ha presentato un emendamento che eliminava i riferimenti alla previdenza. Subito prima i superstiti avevano ricevuto un bello spavento con un allegato alla circolare Inps 195 del 30 novembre 2015 che inseriva parametri extrareddituali per il calcolo della pensione di reversibilità. Il "giallo" è stato poi chiarito da un comunicato dell'Istituto, ma bisogna tenere sempre la guardia alta, temo ci sia una volontà di toccare anche questo fondamentale del Welfare e del Paese».


Mauro Miserendino
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