Sanità

mag232015

Pensioni. Non titolari favorevoli a proposte Fofi. Croce: i tempi della riforma sono parlamentari

Pensioni. Non titolari favorevoli a proposte Fofi. Croce: i tempi della riforma sono parlamentari

I sindacati dei farmacisti non titolari e i giovani farmacisti hanno valutato positivamente le proposte di Fofi, presentate in audizione del segretario Maurizio Pace, di modifica il sistema di contribuzione all'Enpaf, anche se con qualche perplessità, in particolare di Sinasfa che pone dubbi sulla fattibilità e auspica ad altre forme di solidarietà come un fondo solidale e una differenziazione di contribuzione in base al reddito. «Bisogna capire che cosa comporta pagare un euro di contributo simbolico» ha dichiarato a farmacista33 Francesco Imperadrice presidente Sinasfa «qualsiasi modifica dell'Enpaf non deve avere ricadute sui più deboli. Ma tutte le modifiche proposte, anche quella di prolungare il periodo di solidarietà, hanno un costo perché l'ente deve rispondere a un pareggio di bilancio. Per sostenere tali costi vanno trovati fondi e se si parla di solidarietà non la si può chiedere solo all'Enpaf ma a tutta la categoria, per esempio differenziando le quote rispetto al reddito o in proporzione al fatturato. Si dovrebbe iniziare a pensare di rivedere le quote versate all'Ordine e alla Federazione per la costituzione di un fondo per dare supporto ai più deboli e per sviluppare progetti per creare nuovi posti di lavoro». Un cauto ottimismo arriva anche da Conasfa che in una nota auspica che «che la strada intrapresa porti in tempi rapidi alle modifiche normative necessarie a beneficio di tutti gli iscritti, in particolare di disoccupati e precari». A sentirsi rappresentati da Fofi, è la Fiafant: «Il dottor Pace ha dato voce a tutte le nostre istanze e lamentele sullo stato dei colleghi in difficoltà economica e occupazionale» ha sottolineato Anna Attolico presidente del sindacato «e ha dato delle soluzioni e analisi rappresentative del grave momento di crisi». Per la Fenagifar, la proposta di Fofi è «razionale e concreta» e «le possibilità per rendere l'attuale sistema previdenziale adattabile al contesto sociale in mutamento siano auspicabili, possibili e soprattutto attuabili».
Ma a ricordare modi e tempi per le riforme dell'Ente è il presidente dell'Enpaf Emilio Croce: «Pensare al 2016 come scadenza è del tutto impossibile ed è incomprensibile che il dottor Pace che delegato dal Presidente della Fofi nel Consiglio di amministrazione dell'Enpaf fissi autonomamente sia le modalità che il limite temporale per le riforme di competenza degli Organi statutari dell'Ente. Per qualsiasi modifica per quanto approvata dal Consiglio, oltre a necessitare dell'equilibrio del saldo previdenziale, deve ricevere l'approvazione del ministero del Lavoro e del ministero dell'Economia». Per Croce «la posizione dell'Enpaf non è preconcetta, ma rispettosa dei vincoli legislativi imposti, mentre è demagogico strumentalizzare la situazione di bisogno di tanti colleghi, proponendo riforme del tutte avulse dal contesto ordinamentale della previdenza del nostro Paese».

Simona Zazzetta



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