Sanità

mar302019

Pensioni, Quota 100 è legge. Decretone: novità su riscatto laurea e pace contributiva

Pensioni, Quota 100 è legge. Decretone: novità su riscatto laurea e pace contributiva

Pensioni farmacisti, Quota 100: approvato il Decretone, nuove misure su riscatto laurea e pace contributiva

Si concentrano soprattutto su pace contributiva e riscatto della laurea le modifiche apportate dal cosiddetto Decretone, che ha convertito in legge il provvedimento di fine gennaio con cui sono stati introdotti pensione quota 100 e reddito di cittadinanza. Licenziato ieri dal Senato in terza lettura, con 150 sì, 107 no e 7 astenuti, il dispositivo termina così il suo iter parlamentare, per diventare legge dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Le modifiche più sostanziose che sono arrivate dalle Camere hanno toccato in modo particolare il capitolo sul reddito di cittadinanza, ma qualche novità c'è anche in relazione alla pensione. In particolare, la modifica di maggior impatto è quella che riguarda il riscatto di laurea agevolato: nell'iter parlamentare è stato eliminato il tetto all'età anagrafica di 45 anni per poter accedere all'istituto, da parte dei lavoratori che hanno iniziato la carriera dopo il 1996 (totalmente con il sistema contributivo). In sostanza, è possibile riscattare il periodo universitario con una cifra di poco superiore ai 5mila euro per un anno, ma solo per la durata massima del corso di studi e per i periodi che ricadono sotto il sistema di calcolo pensionistico contributivo.

Un'altra modifica ha riguardato il tema della pace contributiva, ovvero la possibilità di riscattare in maniera agevolata, per il triennio 2019-2021, periodi di discontinuità lavorativa non coperti da contribuzione pensionistica. Una possibilità, che vale per un massimo di cinque anni anche non continuativi, che viene data anche alle imprese nell'ambito di premi per i propri lavoratori.
L'onere comunque è detraibile dall'imposta lorda, da parte di chi l'ha sostenuto, nella misura del 50%, in cinque quote annuali costanti e di pari importo, nell'anno di sostenimento e in quelli successivi. Mentre per quanto riguarda l'importo del riscatto «può essere versato in unica soluzione» oppure a rate. E proprio sul numero di rate c'è stato l'intervento del Parlamento che le ha fatte passare da un massimo di 60 a 120, per un arco di 10 anni, quindi, e non più cinque. L'ultima modifica di impatto, che riguarda i dipendenti pubblici, è l'innalzamento da 30mila a 45mila del limite per l'anticipo con prestito bancario delle liquidazioni (Tfs), che potrà essere richiesto anche da chi è già in pensione al momento dell'entrata in vigore del decretone. Al di là delle modifiche, il Decretone ha convertito definitivamente in legge la possibilità di andare in pensione con Quota 100, vale a dire con requisiti non inferiori a 62 anni di età e 38 di contributi, per il triennio sperimentale 2019-2021. Una misura da cui ci si attende un turn over occupazionale e le stime, in generale, parlano di una nuova assunzione ogni tre pensionati.

Francesca Giani

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