Sanità

mar122018

Pensioni, su riforma pesa contraddizione tra migliore prestazione a fronte di minore contribuzione

Pensioni, su riforma pesa contraddizione tra migliore prestazione a fronte di minore contribuzione
Quale impatto avrà la legge Concorrenza sulla platea degli iscritti che abbiano solo l'Enpaf come Ente di previdenza obbligatoria ancora non è chiaro ma le esperienze che arrivano dall'estero stanno preoccupando la Cassa. E, in questo quadro, si inserisce la riflessione sulla riforma pensionistica e sul sistema contributivo, al centro delle audizioni in corso all'Enpaf con le varie componenti della professione, che stanno facendo emergere due necessità che poco si conciliano: da un lato migliorare la prestazione pensionistica e dall'altro ridurre l'impatto della contribuzione, almeno per alcuni periodi.
A fare il punto Emilio Croce, presidente Enpaf: «La farmacia nel nostro paese è oggetto di una profonda trasformazione a seguito dell'introduzione delle disposizioni contenute nella Legge sulla concorrenza che consentono al capitale la gestione degli esercizi. Questo, credo, sia la criticità più rilevante che oggi dobbiamo affrontare. Non è chiaro quale possa essere il quadro della platea degli iscritti che abbiano solo l'Enpaf quale Ente di previdenza obbligatoria. Quanto è accaduto nei paesi europei che si affacciano sul mar Baltico non è di buon auspicio; infatti, sia pure con numero notevolmente inferiore alla realtà italiana, nel giro di pochi anni la proprietà degli esercizi in capo ai farmacisti è venuta meno in favore dei grandi gruppi. Nel nostro Paese, il fenomeno - è inutile nasconderlo - si è già avviato ed è attentamente monitorato dagli uffici della Fondazione. In un contesto così complesso, non possiamo che ribadire l'importanza del ruolo dell'Ente nel settore del welfare allargato, che presuppone una condizione di bisogno comune a tutti gli iscritti rispetto alla quale l'Ente, già da quest'anno, fornisce risposte concrete nel settore dell'assistenza sanitaria integrativa e della Long Term Care (Ltc). Nel contempo, per quanto concerne il settore della previdenza, la sfida più importante è la ricerca di coniugare i profili di miglioramento del sistema con l'esigenza di salvaguardare l'equilibrio gestionale che oggi, rispetto agli anni scorsi, è in discussione in ragione della riduzione del gettito contributivo».

E proprio per ragionare di riforma della previdenza e di contributivo sono in corso in questi le audizioni con le varie componenti della professione. «Preliminarmente va dato atto che tutte le componenti fin qui audite hanno portato all'attenzione dell'apposita commissione consiliare le proprie considerazioni con competenza ed equilibrio, sostenendo nel contempo la necessità di salvaguardare, in ogni caso, la stabilità della gestione previdenziale nel medio - lungo termine. Le principali criticità emerse, tuttavia, evidenziano la loro intrinseca contraddizione. Da un lato, si ritiene necessario, soprattutto per coloro che non hanno altra previdenza obbligatoria, di migliorare i trattamenti pensionistici senza, peraltro, esprimersi sulla possibilità che ciò necessariamente debba comportare un aumento della pressione contributiva; dall'altro lato, sono state evidenziate criticità in ordine all'importo dell'attuale quota contributiva soggettiva intera, con proposta di riduzione, sia pure circoscritta in un arco temporale limitato. In buona sostanza, alcuni ritengono prioritaria una riduzione, sia pure circoscritta, della contribuzione soggettiva, senza preoccuparsi degli effetti conseguenti sull'importo di pensione maturando, altri ritengono a priori che i trattamenti pensionistici vadano aumentati in quanto esigui, pur riconoscendo che l'importo pensionistico maturato è più che correlato alla attuale contribuzione soggettiva versata. Nel contempo, le Organizzazioni audite non hanno espresso una posizione condivisa sull'introduzione del metodo di calcolo contributivo, essendoci, invece, una comune preoccupazione in ordine alla circostanza che il nuovo metodo potrebbe generare un incremento della contribuzione soggettiva da versare all'Ente. Il percorso avviato in merito al riordino dell'assetto previdenziale non può prescindere da una circostanza: il risparmio previdenziale è un valore aggiunto per tutte le componenti della Categoria, e oltretutto deve venir meno l'idea che oggi si spenda troppo ricevendo pensioni basse. Non è così, come è stato autorevolmente dimostrato, questa volta non dagli uffici dell'Ente, ma da professionisti indipendenti che operano nel nostro settore».

Francesca Giani
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