Sanità

feb62019

Pgeu: quadro normativo, remunerazione e tutti i farmaci in farmacia. Fofi: visione condivisa

Pgeu: quadro normativo, remunerazione e tutti i farmaci in farmacia. Fofi: visione condivisa
La farmacia di comunità vista come «un presidio sanitario, il più accessibile al paziente, che ha in sé tutte le risorse necessarie a svolgere un ruolo importante nell'assistenza territoriale in collaborazione con gli altri professionisti della salute», è il presupposto che dal 2006 è sostenuto dai farmacisti italiani e trova una conferma nelle attuali linee guida del Pgeu. A sottolinearlo è il Presidente della Fofi Andrea Mandelli tramite comunicato della federazione.
«Nelle linee che il Pgeu auspica per il prossimo futuro troviamo molti degli obiettivi che abbiamo perseguito, e in molti casi raggiunto, in questi anni: dalla legge sulla farmacia dei servizi all'affermazione dell'importanza dei servizi cognitivi, come il supporto all'aderenza terapeutica, all'istituzione del dossier farmaceutico all'interno del Fascicolo sanitario elettronico. Senza dimenticare», prosegue Mandelli, «l'accento posto sulla necessità di riformare la remunerazione del farmacista e di riportare nella farmacia l'innovazione farmacologica». L'avvio del progetto della Farmacia dei Servizi in nove Regioni rappresenta un «passaggio dalla teoria alla pratica e a un altro snodo fondamentale: la definizione di linee guida e standard per i servizi resi dal farmacista. Dobbiamo dare al medico e al cittadino la sicurezza che rivolgendosi alla farmacia, ovunque nel paese, si possono ottenere prestazioni di qualità».
Le linee guida per i professionisti della farmacia, presentate dal Pgeu nel documento "Pharmacy 2030: A Vision for Community Pharmacy in Europe", spiega il vertice del Pharmaceutical Group of the European Union, Michał Byliniak, nascono «alla luce delle sfide comuni per i sistemi sanitari europei, come la sostenibilità economica, carenza di personale e crescente peso delle patologie croniche». Nello specifico, sono un decalogo che raccomanda in primo luogo di «massimizzare i benefici dell'intervento del farmacista per i pazienti e i sistemi sanitari, promuovendo servizi per migliorare i risultati del trattamento e l'aderenza e minimizzare i rischi». È necessario poi che i farmacisti vengano coinvolti in «modelli di assistenza integrata». Segue poi la necessità di consentire l'«accesso a tutte le informazioni sanitarie relative ai pazienti e alle terapie che stanno assumendo» e «consultare i farmacisti sull'integrazione di nuove soluzioni digitali nel settore sanitario». Oltre a «consentire ai farmacisti di contribuire a far progredire la digitalizzazione delle cure sanitarie come fonti affidabili per l'informazione sanitaria», bisogna supportarli «nell'integrare la farmacogenomica, le regole cliniche convalidate e i dati reali nella loro pratica quotidiana per migliorare la sicurezza del paziente» e favorire l'offerta di «screening sanitari, nella gestione dei farmaci, nella promozione della salute e nella sensibilizzazione, informazione ed educazione sanitaria per contribuire a ridurre l'onere complessivo delle malattie croniche».
Centrale poi la creazione di «quadri normativi per massimizzare il valore della rete di farmacie della comunità altamente accessibile alle comunità di cui sono al servizio», la garanzia che i farmacisti «possano fornire ai pazienti l'intera gamma di farmaci e dispositivi medici di cui hanno bisogno» e che «la remunerazione per i farmacisti correttamente il loro contributo al miglioramento dell'assistenza farmaceutica, riducendo l'onere per gli altri servizi sanitari e sostenendo la sostenibilità dei sistemi sanitari».
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