Sanità

ott82018

Pharmevolution a Taormina: farmacisti al centro del cambiamento

Pharmevolution a Taormina: farmacisti al centro del cambiamento

Al termine della ottava edizione di Pharmevolution - la manifestazione ideata dal presidente di Federfarma Sicilia Gioacchino Nicolosi e tenutasi quest'anno a Taormina - Marco Cossolo non nasconde la sua soddisfazione: «Ho sentito un grande calore da parte della categoria. Vuol dire che i colleghi hanno capito che c'è qualcuno che fa le cose per loro, ma soprattutto che loro devono fare qualcosa per sé stessi. Come Federfarma abbiamo creato Sistema Farmacia Italia ed è già pronta a partire la fase 1, basata sulle capacità professionali del farmacista: la pharmaceutical care, l'autoanalisi, la telemedicina, dove noi cercheremo di fare attività sia di prevenzione primaria e secondaria, sia di accompagnamento del paziente all'utilizzo del farmaco. È giusto che questa attività della farmacia, se non può pagarla il Servizio sanitario nazionale, la paghino i soggetti privati che sono disponibili. Abbiamo creato lo strumento perché questo possa succedere. Ora vediamo se le farmacie ci crederanno, io sono convinto di sì». In effetti la tre giorni siciliana - densa di appuntamenti sulle nuove prospettive della farmacia, dalla rivoluzione digitale alla telemedicina alla dermocosmesi - ha avuto il suo momento clou il sabato pomeriggio con l'evento sulla "rete delle reti".

Il progetto prosegue a gonfie vele - confermano i vertici del sindacato - e all'inizio del 2019 diventerà operativo. «All'indomani della Legge 124 sulla Concorrenza», ricorda Cossolo, «ci siamo resi conto che la scelta giusta non era ostacolare il cambiamento ma "cavalcarlo". Non bastava parlare della necessità di aggregazione, occorreva creare qualcosa di nuovo, che valorizzasse tutte le organizzazioni che gravitano attorno a Federfarma, a partire da Federfarma Servizi, ma anche da Promofarma e Federfarma.Co». E così, dopo un periodo di gestazione, è nata Sistema Farmacia Italia (Sfi), la società che ha il compito di dare avvio alla "rete delle reti". Una iniziativa che nasce all'insegna della massima inclusività, spiega il presidente di Sfi Alfredo Procaccini: «Non vi è alcuna preclusione nei confronti di quanti vogliano iscriversi a Sfi: possono farlo anche i titolari che non appartengono a network o aggregazioni varie. Allo stesso tempo l'auspicio è quello che le reti già esistenti confluiscano, gradualmente, nella nuova rete».

Le basi sono gettate, entro breve le farmacie potranno aderire al progetto iscrivendosi su www.sistemafarmaciaitalia.it . L'obiettivo più imminente è ora quello ci farlo conoscere sul territorio, di qui l'obiettivo di partire, già a ottobre, con un "giro d'Italia" che presenti Sfi nelle Federfarma locali. «Sistema Farmacia Italia nasce con l'intento difendere un modello di farmacia libera e indipendente che esiste ma necessita di un maggiore coordinamento e che va comunque preservato, al di là dell'affacciarsi o meno di nuovi competitor sul mercato», conclude Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi. Il convegno della domenica mattina sulla farmacia rurale serve a ribadire un concetto mai troppo affermato, il fatto cioè che essa costituisca il nerbo del sistema e che metterne a rischio la sopravvivenza sarebbe molto grave.

«La farmacia italiana senza i rurali non andrebbe da nessuna parte», ricorda la presidente del Sunifar Silvia Pagliacci. «Stanno guardando a noi rurali con molto interesse, anche speculativo. E noi da sedici mesi stiamo lavorando per unire, per fare rete, ora dobbiamo credere in questo percorso e ritrovare l'orgoglio di essere farmacisti. Io sono ottimista». Gli interventi di rurali siciliani e non solo mettono, tra le altre cose, l'accento su una questione assai delicata: il progressivo spopolamento dei piccoli Comuni che ha come diretta conseguenza l'impoverimento e, nella peggiore delle ipotesi, la scomparsa delle rurali.

Daniele Dani, rurale fiorentino e membro del Consiglio di presidenza di Federfarma, sintetizza così: «Abbiamo circa 1.000 farmacie in Comuni con meno di 1.000 abitanti e 183 in Comuni con meno di 500 abitanti». Un tema su cui occorre sensibilizzare le istituzioni e da mettere sul tavolo magari, insieme ad altri temi, di quelle che sono le svolte tanto attese della categoria: il rinnovo della Convenzione e la nuova remunerazione.

Giuseppe Tandoi

 

 


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