Sanità

ott192017

Piano cronicità, a Regioni istruzioni operative. Esperienze sul campo fissano ruolo a farmacia

Piano cronicità, a Regioni istruzioni operative. Esperienze sul campo fissano ruolo a farmacia
Il percorso di declinazione del Piano nazionale della cronicità, che poco più di un anno fa aveva visto l'approvazione in Conferenza Stato-Regioni, si baserà anche su un manuale operativo che il Ministero della Salute sta consegnando alle Regioni. Ma intanto alcune regioni stanno avanzando nell'elaborazione di progetti di presa in carico, in cui, in alcuni casi, come in Toscana, è prevista anche l'integrazione delle farmacie. A fare il punto Paola Pisanti, Programmazione sanitaria malattie croniche del ministero della Salute, intervenuta in un convegno, secondo quanto riporta Sanità24. «Questa settimana consegneremo alle Regioni il Manuale d'istruzioni, con la lista degli strumenti che consentiranno di verificare i dati e di procedere all'opportuna attività di benchmarking» si legge.

«Per una concreta attuazione, molto si giocherà sulla capacità di governance, affidata alla Cabina di regia nazionale, e sulla collaborazione tra Governo e amministrazioni locali, nelle fasi che caratterizzano la realizzazione del Piano. Certo è che servono regole e strumenti per accompagnare la trasformazione del Ssn da un modello per sylos verticali a percorsi integrati e trasversali. Tra i vari obiettivi che abbiamo dato ai governatori nel Piano cronicità, c'è quello di proporre modelli validati, sperimentali, di remunerazione. Un tavolo ministeriale li valuterà e vedrà come integrare o assumere le proposte che arriveranno. Ogni percorso di integrazione richiede una serie di modifiche» e «tutti i ruoli professionali, in definitiva, dovranno adattarsi ai nuovi percorsi».

Sono tre le regioni che hanno recepito il piano con delibera, ma ci sono regioni che hanno iniziato ad avviare modelli in questa direzione, quali Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Toscana, con le reti cliniche integrate e strutturate. Su quest'ultima iniziativa, recentemente, aveva fatto un punto Enrico Desideri, direttore generale della Asl Sud Est della Toscana e ideatore del progetto, nella IV Convention di Federfarma Servizi e Federfarma.Co, sottolineando che la base di queste esperienze «è il Piano della cronicità che è ottimo e che ora va applicato e declinato, nel senso che i modelli organizzativi vanno contestualizzati nelle varie regioni. Si sta costituendo ora la cabina di regia, ma questa va presidiata con attenzione da parte di tutti gli attori coinvolti». Tra cui anche le farmacie, per le quali il modello avviato nell'area vasta Sud Est della Toscana prevede un nuovo ruolo per la presa in carico dei pazienti cronici, attraverso un'attività di pharmaceutical care, e che ormai è alle fasi finali. «L'obiettivo è partire a gennaio con Bpco, asma e scompenso cardiaco».

Un commento è arrivato anche da Luigi D'Ambrosio Lettieri, vicepresidente Fofi, sempre nel corso della Convention: «Il problema della cronicità è affrontato dal Piano nazionale in modo eccellente, in termini di valutazione, pianificazione, programmazione, tanto da rappresentare un paradigma al quale ci dobbiamo ispirare. E certamente è un'opportunità per la professione farmaceutica e per la farmacia, che va verso un riconoscimento istituzionale del farmacista nella presa in carico del paziente. Riconoscimento che deve passare anche attraverso una adeguata remunerazione».

In Lombardia, dove una delibera della Regione riordina l'intera materia della presa in carico delle cronicità, secondo Annarosa Racca, presidente Regionale Federfarma, «le farmacie, coinvolte nel nuovo modello, sono pronte a rivestire fino in fondo il ruolo di primo presidio del sistema sanitario regionale sul territorio, al fianco dei pazienti cronici e fragili e in collaborazione con i nuovi Gestori», come ribadito a un convegno dal titolo "Il paziente cronico: la Lombardia se ne prende cura", che si è tenuto oggi presso la sede della Regione.


Francesca Giani
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