Sanità

mar132018

Piano cronicità: Aceti (Tdm): per Regioni non sia opzionale ma adempimento Lea

Piano cronicità: Aceti (Tdm): per Regioni non sia opzionale ma adempimento Lea
Il Piano nazionale cronicità è stato formalmente recepito solo in cinque regioni a distanza di un anno e mezzo: chiediamo al Ministero della Salute che il recepimento e l'attuazione da parte delle Regioni sia riconosciuto come vero e proprio "adempimento Lea" oggetto di verifica da parte del Comitato nazionale e come indicatore da introdurre e verificare nel nuovo "Sistema nazionale di garanzia dei Lea", ancora non attivo. A chiederlo Tonino Aceti, Coordinatore Nazionale del Tribunale per i diritti del malato e Responsabile del Coordinamento Nazionale delle Associazioni dei Malati Cronici di Cittadinanzattiva a margine del seminario "Piano Nazionale delle Cronicità: a che punto siamo" promosso dal Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, con la partecipazione dei principali stakeholder del mondo della salute e con il sostegno non condizionato di Chiesi Farmaceutici Spa. «Il coinvolgimento delle Associazioni di cittadini e pazienti nell'attuazione del Piano a livello regionale» continua Aceti «non può essere considerata dalle Regioni "opzionale" o attivabile a "convenienza" come sta accadendo nei fatti, ma al contrario rappresenta un elemento strutturale, di valore e qualità da garantire sempre in tutto il ciclo delle politiche sanitarie pubbliche. Infine bisogna accelerare sull'informatizzazione del Ssn». Aceti ha ricordato gli aspetti chiave del piano: aderenza, appropriatezza, prevenzione, cure domiciliari, formazione, educazione, empowerment, conoscenza e competenza. E ha simbolicamente riportato alcuni numeri che emergono dal testo del Piano. Sette gli aspetti trasversali dell'assistenza: disuguaglianze sociali, fragilità e vulnerabilità; diffusione delle competenze, formazione, sostegno alla ricerca; appropriatezza nell'uso delle terapie e delle tecnologie; sanità digitale; umanizzazione delle cure; ruolo delle associazioni di tutela delle persone con malattie croniche e delle loro famiglie; ruolo delle farmacie. Dieci le patologie sulle quali si inizia a lavorare: malattie renali croniche e insufficienza renale; artrite reumatoide e artriti croniche in età evolutiva; rettocolite ulcerosa e malattia di Crohn; insufficienza cardiaca cronica; insufficienza cardiaca cronica; malattia di Parkinson e parkinsonismi; Bpco e insufficienza respiratoria cronica; insufficienza respiratoria cronica in età evolutiva; asma in età evolutiva; malattie endocrine croniche in età evolutiva; malattie renali croniche in età evolutiva. E ancora: 48 volte ricorre la parola empowerment; 45 volte la parola PDTA (percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali); 56 volte aderenza; 54 volte le Associazioni di tutela dei pazienti. Sul versante professionisti sanitari e servizi: Medico di medicina generale 48 volte; Pediatra di libera scelta 30; professione infermieristica 36; farmacista 8; farmacia/e 23; specialista 13. Zero euro le risorse stanziate per l'attuazione dello stesso.
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