Sanità

set92016

Piano cronicità, Mandelli: si attivi fascicolo elettronico farmaceutico

Piano cronicità, Mandelli: si attivi fascicolo elettronico farmaceutico
Anche per i farmacisti il cittadino deve essere al centro della rete. Ha esordito così Andrea Mandelli, presidente della Fofi, intervenendo al convegno organizzato da Fnomceo e Ipasvi sull'imminente attuazione del Piano per le cronicità, che dovrebbe essere approvato fra qualche giorno alla Conferenza Stato-Regioni. «Le farmacie - ha ricordato Mandelli - dal 2009 in poi hanno subìto una trasformazione, diventando sempre di più farmacie dei servizi, ma a questo deve assolutamente aggiungersi l'utilizzo del fascicolo elettronico farmaceutico, affinché ci sia una completa e totale aderenza del paziente alla terapia».

Aderenza alla terapia, infatti, precisa Mandelli «vuol dire anche razionalizzazione della spesa sanitaria nazionale ma soprattutto una maggiore accuratezza nelle cure». Nella sostanza, il Piano nazionale della cronicità prevede un'integrazione dell'assistenza primaria, una continuità assistenziale modulata sulla base dello stadio evolutivo della malattia, il potenziamento delle cure domiciliari, ma anche piani di cura personalizzati. Stime del Ministero della Salute indicano infatti che, nei Paesi avanzati, il 70-80% delle risorse sanitarie sia oggi speso per la gestione delle malattie croniche e che, nel 2020, le stesse rappresenteranno l'80% di tutte le patologie nel mondo. In Italia poi gli "over 65" costituiscono il 21,2% della popolazione, con conseguente aumento dell'incidenza delle malattie croniche. Il Piano si pone poi l'obiettivo di influenzare la storia naturale di molte patologie croniche, non solo in termini di prevenzione, ma anche di miglioramento del percorso assistenziale della persona, riducendo il peso clinico, sociale ed economico della malattia.

Anche per Gioacchino Nicolosi, vicepresidente di Federfarma, obiettivo primario del Piano sarà quello di mettere al centro della rete sanitaria il paziente. «Il ruolo della farmacia - ha precisato - sta cambiando per essere sempre più vicina al cittadino. Ma questa rivoluzione deve avvenire in collaborazione con i medici di base, gli specialisti e gli infermieri. Solo così possiamo trovare il giusto equilibrio fra la medicina d'iniziativa e la farmacia dei servizi, riducendo così gli sprechi generati da uno scarso monitoraggio delle terapie».


Rossella Gemma
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