Sanità

giu12016

Piano Cronicità, Racca (Federfarma): le farmacie sono pronte

Piano Cronicità, Racca (Federfarma): le farmacie sono pronte
Il primo Piano Nazionale per le Cronicità, voluto dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, con il parziale coinvolgimento delle associazioni di pazienti e Cittadinanzattiva-Tdm, arriverà presto in Conferenza Stato-Regioni e prevedrà una riorganizzazione del territorio, l'integrazione socio-sanitaria, la rivisitazione del ruolo dell'ospedale e una maggiore attenzione per la prevenzione. Ma, soprattutto, il Piano coinvolgerà sempre di più farmacie e medici di medicina generale nella presa in carico del paziente.

«È un'opportunità molto importante per le farmacie - precisa a Farmacista33 Annarosa Racca, presidente di Federfarma - perché significa dare concreta applicazione a quella che è la farmacie dei servizi. Saremo quindi a disposizione, come del resto già facciamo, affinché le attività a noi riservate possano dare risposte concrete ai cittadini». Compito dei farmacisti, infatti, sarà quello di garantire insieme ai medici di medicina generale un'assistenza domiciliare integrata che contempli anche la consegna dei farmaci e dispositivi medici, fondamentale per una popolazione sempre più vecchia. «Il rapporto con i medici di medicina generale - aggiunge Racca - è molto importante sia per le singole farmacie che per Federfarma. E lo dimostra il protocollo d'intesa che abbiamo siglato mesi fa col principale sindacato di riferimento, con il quale ci impegniamo, ad esempio, nella prevenzione e nella dispensazione di farmaci nuovi. Per noi, insomma, il rapporto con i medici di medicina generale è un aspetto fondamentale».

Il Piano cronicità, si rende ancora più necessario in considerazione dei dati Istat secondo i quali nel 2032 la quota di "over 65" sul totale della popolazione italiana raggiungerà il 27,6%, pari in termini assoluti a 17,6 milioni di anziani. Un dato preoccupante, soprattutto se si considera che le disuguaglianze sociali, oggi in peggioramento nel nostro Paese, sono tra i fattori che più incidono sulle condizioni di salute. Nel 2013 si dichiarava affetto da almeno due malattie croniche il 48,7% delle persone tra i 65 e i 74 anni e il 68% degli over 75. E se in generale i malati cronici che si auto-definiscono "in buona salute" sono il 41,5%, tra gli anziani la quota scende al 24,2%. Calabria e Basilicata sono le Regioni in cui è più bassa la percentuale di cronici in buona salute. Ma sulla mole di lavoro che il Piano per le cronicità comporterà, Federfarma si dice pronta.

«Siamo preparati - conclude Racca - perché nelle farmacie già facciamo tanto in fatto di prevenzione e assistenza. Penso, ad esempio, alla prevenzione del tumore del colon retto su cui le farmacie italiane sono in prima linea permettendo così di risparmiare molte vite umane. Il ruolo della farmacia nella prevenzione è molto importante. Ci si vaccina molto meno, ad esempio, da quando le vaccinazioni sono state spostate dal territorio, invece la vaccinazione può fare tanto proprio in fatto di prevenzione. E questo dimostra che siamo un presidio da cui non si può prescindere, anche in considerazione del fatto che possiamo garantire, tra le altre cose, una maggiore aderenza alla terapia dal momento delle dimissioni in poi».


Rossella Gemma
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