Sanità

mag312017

Piano d'azione su emergenza diabete. D'Ambrosio: ruolo dei farmacisti nella governance

Piano d’azione su emergenza diabete. D’Ambrosio: ruolo dei farmacisti nella governance
«Di fronte all'emergenza diabete, le istituzioni sono chiamate a promuovere iniziative che concretamente possano garantire un miglioramento della salute pubblica nel rispetto dei princìpi di universalità, equità e solidarietà del sistema sanitario», è quanto ha affermato il senatore Luigi D'Ambrosio Lettieri, membro della 12° Commissione Igiene e Sanità e Presidente dell'Intergruppo parlamentare "Qualità di Vita e Diabete", in apertura dell'incontro in Senato tra pazienti, clinici e istituzioni per confrontarsi sul tema del diabete. Un dibattito che ha visto al centro il tema di un piano d'azione che il nostro Paese deve implementare per affrontare con urgenza cinque aspetti fondamentali per la gestione dell'emergenza diabete: prevenzione, diagnosi precoce, efficace controllo della malattia, accesso tempestivo ai trattamenti innovativi e superamento delle disuguaglianze assistenziali sul territorio.

«Credo molto nella sinergia fra le associazioni dei pazienti, i rappresentanti istituzionali, gli specialisti, i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta - ha aggiunto Lettieri - perché solo con un'azione sinergica si può vincere la sfida contro la cronicità in generale e il diabete nel caso specifico. Un ruolo determinante per la corretta governance della patologia diabetica - ha continuato - spetta altresì al farmacista e alla farmacia chiamati, anche secondo le recenti indicazioni della Conferenza delle Regioni, a svolgere una insostituibile attività per migliorare i livelli di aderenza terapeutica e per dare impulso alla prevenzione e alla diagnosi precoce attraverso l'attività di educazione ai corretti stili di vita e gli screening». Agire d'anticipo contro il diabete (early action) dunque, come unica strada efficace dal punto di vista clinico - per la prevenzione e la progressione delle complicanze -, in termini di qualità della vita oltre che economici, ossia per la sostenibilità del sistema sanitario. Forti di questa consapevolezza, pazienti, Istituzioni, specialisti diabetologi, medici di medicina generale e sanità del territorio hanno deciso di affrontare seriamente la sfida lanciata, a Dicembre 2016, con la "Dichiarazione di Berlino", documento sottoscritto da vari Paesi e dal quale emergono raccomandazioni e misure urgenti da adottare per arrivare, entro 200 giorni, a ridurre le dimensioni del problema diabete di tipo 2 a livello globale. L'obiettivo è prepararsi, in vista del prossimo Global Diabetes Policy Forum che si svolgerà proprio a Roma nel mese di Ottobre, per arrivare all'appuntamento con le carte in regola e con un piano d'azione ben delineato che abbia come parola d'ordine "azione precoce contro il diabete".

Applicare le raccomandazioni contenute nella Dichiarazione di Berlino potrebbe portare ad enormi benefici in termini di salute della popolazione, con la riduzione del numero di persone che vivono con un diabete non controllato, e ad una riduzione del 30% delle complicanze e delle ospedalizzazioni, con un conseguente risparmio per il Ssn pari a circa 700 milioni di euro l'anno. «Abbiamo abbracciato con entusiasmo il progetto definito dal Global Diabetes Policy Forum - ha spiegato Lorenzo Becattini, deputato e copresidente dell'Intergruppo Parlamentare - con l'impegno di rendere l'Italia uno dei Paesi protagonisti di un cambiamento reale nella gestione del diabete. L'intergruppo parlamentare che rappresento - ha proseguito - nasce proprio con l'obiettivo di individuare istanze ed esigenze di tutti gli attori coinvolti nel sistema diabete e trovare un punto di sintesi di cui farsi portavoce all'interno delle Istituzioni». Più di molte altre patologie, il diabete richiede una partecipazione attiva del paziente il cui ruolo è fondamentale per garantire la giusta adesione alle terapie e l'adozione degli stili di vita più appropriati.

Rossella Gemma
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