Sanità

gen142021

Piano vaccini Covid, Speranza: rinforzo squadra dei vaccinatori e coinvolgimento farmacie

Piano vaccini Covid, Speranza: rinforzo squadra dei vaccinatori e coinvolgimento farmacie

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha accennato al raddoppio della squadra dei vaccinatori con le farmacie che entreranno in campo mettendo a disposizione spazi e professionalità

Più chiarezza nel coinvolgimento dei farmacisti nella strategia vaccinale anti-Covid 19. In audizione alla Camera, in un punto sui nuovi vaccini in fase di autorizzazione, il ministro della Salute Roberto Speranza, nel sottolineare che gli ok dai regolatori sono attesi in questo primo trimestre, ha accennato al raddoppio della squadra dei vaccinatori - 40 mila anziché i 20 mila iniziali dichiarati dal Piano nazionale - evidenziando che le farmacie entreranno in campo mettendo "a disposizione spazi e professionalità per la campagna vaccinale".

Speranza: aumento di dosi in tempi non lunghi

«Siamo ragionevolmente fiduciosi che un aumento delle dosi disponibili avverrà in tempi non lunghi, Ema e Aifa non perderanno neanche un giorno nel loro lavoro - ha dichiarato il ministro -. Nel primo trimestre 2021 è attesa l'autorizzazione anche del vaccino di Johnson & Johnson. Inoltre, i risultati del vaccino italiano ReiThera sono molto incoraggianti. L'Italia è pronta a mettere in campo una squadra forte: si aggiungeranno 40mila medici ed entreranno anche le farmacie in campo che potranno mettere a disposizione spazi e professionalità capaci di rafforzare la nostra offerta vaccinale. Ad oggi - ha aggiunto - abbiamo siglato opzioni per circa 226 milioni di dosi che nelle prossime settimane aumenteranno ulteriormente sino a giungere a 250 milioni esercitando sempre il diritto di opzione previsto dagli accordi europei che ci consente di bloccare per ogni contratto siglato dall'Unione il 13,46% di vaccini. Abbiamo opzionato così quasi il doppio delle fiale necessarie per vaccinare tutti gli italiani. Tutto quello che si poteva e si doveva fare per approvvigionarsi del vaccino è stato fatto con attenzione e per tempo».

Piano strategico vaccinazione Covid 19 e farmacia dei servizi

Sembrerebbe quindi, rispetto alle linee guida del Piano strategico per la Vaccinazione Sars-Cov2-Covid 19 elaborate da Ministero della Salute, Commissario all'Emergenza, ed Istituto superiore di sanità, prospettarsi l'ipotesi di un anticipo rispetto a una campagna di immunizzazioni attesa dopo giugno. Ricordiamo che il piano vaccini nazionale sul coinvolgimento delle farmacie territoriali nelle vaccinazioni appare non coordinato con le speranze suscitate dalla Finanziaria. Il comma 471 dell'articolo 1 della Legge, infatti, in analogia con quanto avviene in altri paesi comunitari, consentirebbe senza decorrenze quest'anno in via sperimentale di immunizzare utenti nelle farmacie aperte al pubblico "sotto la supervisione di medici, assistiti se necessario da infermieri o personale sanitario opportunamente formato". Certo, per attivare il servizio bisognerà attendere accordi con i sindacati rappresentativi delle farmacie previo parere dell'ordine professionale. Il compito riporta alla ribalta la Farmacia dei servizi, e la categoria chiede di essere messa in prima linea tanto da aver protestato nelle regioni dove le task force che organizzano le sedute vaccinali non l'hanno convocata subito al fianco dei dipendenti Ssn e dei medici convenzionati; il presidente Fofi Andrea Mandelli, oltre che il Ministro della Salute, hanno rivendicato una "priorità".

Le tre fasi del Piano, anticipo del coinvolgimento

Prima fase - Nella sostanza, il Piano Vaccinale divide la campagna in due fasi. Nella prima sono immunizzate le categorie a rischio. Per primi, 1,4 milioni di operatori sanitari e sociosanitari: i farmacisti sono nel novero, perché a rischio più elevato di contagio; seguono poi 570 mila tra residenti e personale delle residenze per anziani; 4,4 milioni di over 80 e over 65 con fattori di rischio tali da poter indurre malattia grave; 13,4 di pazienti tra 60 e 79 anni, e 7,4 milioni con almeno una co-morbidità cronica. Le priorità, ammette il Piano disegnato dal Commissario all'Emergenza, "potrebbero cambiare sostanzialmente se i primi vaccini disponibili non fossero considerati efficaci per gli anziani". Per quanto riguarda i meccanismi distributivi, va considerata la tipologia di vaccino. Tra quelli a mRna che hanno bisogno di una catena del freddo estrema (-20/-70°C) i primi - Pfizer, in flaconcini multidose trasparente da 2 mL - sono stati consegnati direttamente dal produttore in 300 punti vaccinali condivisi con le Regioni, in primis ospedali e poi Rsa; per i vaccini cui servirà una catena del freddo standard (tra 2 e 8 °C), si prevede un sito nazionale di stoccaggio e una serie di siti territoriali di secondo livello. La distribuzione, secondo il Piano, dipende pure dal confezionamento (nelle confezioni multi-dose va distribuito adeguato numero di siringhe, aghi e diluente dal Commissario o dall'azienda produttrice); inoltre, il Commissario deve fornire contestuali dispositivi di protezione al personale delle unitaÌ mobili per le sedute vaccinali "esterne", ad esempio in Rsa. Per vaccinare in questa prima fase, il Piano - in parallelo alla Finanziaria 2021 - ventila ampio ricorso ai medici specializzandi. Un decreto dovrebbe definire a livello nazionale procedure, standard operativi e spazi per accettazione, somministrazione e sorveglianza degli eventuali effetti a breve termine.

Seconda e terza fase - Nel secondo trimestre, con l'aumentare della disponibilità di vaccini, a livello territoriale potranno essere realizzate campagne su larga scala (walk-in) in ambulatori vaccinali territoriali, medici di medicina generale e pediatri di Libera Scelta, sanitaÌ militare, e medici competenti delle aziende. Per le farmacie invece, fino ad oggi, valevano le parole pronunciate dal Commissario Arcuri in audizione alla Camera: nel secondo trimestre 2021 sarebbero entrati in gioco i medici di famiglia e i pediatri. Ed in effetti, regioni come la Lombardia hanno siglato accordi con i sindacati di categoria per partire a febbraio con la distribuzione delle prime dosi del vaccino Moderna. Il coinvolgimento delle farmacie è previsto nel terzo trimestre ma, dalle parole di Speranza sull'aumento delle dosi disponibili, si potrebbe prospettare un anticipo.

Farmacisti ospedalieri per stoccaggio e gestione dei vaccini

Farmacisti ospedalieri - nelle raccomandazioni del Ministero della Salute emanate il 24 dicembre scorso - norma diversa dal Piano e relativa ai vaccini disponibili - si prevede poi che nei punti di stoccaggio la gestione, anche dello scongelamento, sia a cura delle farmacie ospedaliere che si coordinano con i responsabili dei Punti di vaccinazione ospedalieri e territoriali per l'elaborazione di procedure locali specifiche. Tra le altre indicazioni del Piano, va invece segnalato che tutti i dati si inseriscono online in collegamento con sistemi regionali e nazionali di vaccino-vigilanza e sorveglianza epidemiologica, dalla prenotazione alla registrazione e certificazione della vaccinazione, alle somministrazioni delle seconde dosi. L'Aifa si è dotata di un Comitato scientifico per la sorveglianza post marketing. Uno specifico programma di formazione a distanza è stato preparato dall'Istituto superiore di Sanità. Tutto in attesa delle farmacie.

Mauro Miserendino
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