Sanità

mar62015

Pianta organica, Consulta boccia questione di legittimità costituzionale su competenze Comuni

Pianta organica, Consulta boccia questione di legittimità costituzionale su competenze Comuni

La Corte Costituzionale ha respinto, per manifesta inammissibilità, la questione di legittimità costituzionale, sollevata dal tar Veneto sull'art. 11 del dl 24 gennaio 2012 che attribuisce ai comuni il compito di identificare le zone in cui collocare le nuove sedi farmaceutiche, in quanto non è stato chiarito quale fosse la rilevanza rispetto allo specifico caso in discussione. La questione è stata sollevata dal tribunale amministrativo con l'ordinanza del 17 maggio 2013 in cui afferma che la norma non è solo «inidonea ad assicurare un esercizio imparziale del potere regolatorio di zonizzazione, ma un vero e proprio conflitto d'interessi precedente all'esercizio del potere regolatorio» soprattutto qualora «il comune sia socio minoritario di una società di gestione del servizio farmaceutico». La Corte, fa notare l'avvocato Paola Ferrari, legale dello Studio Ferrari, «ha respinto la questione per manifesta inammissibilità e la sentenza non è entrata nel merito dell'eventuale incostituzionalità in quanto il remittente non aveva spiegato perché la decisione poteva essere rilevante nello specifico procedimento. Un precedente destinato comunque a incidere sui procedimenti in corso, tanto più che neppure i giudici del Consiglio di Stato hanno mostrato di credere all'incostituzionalità in tre pronunce, n. 528, n. 603 e n. 749, emesse sul medesimo tema nel mese di febbraio». Tale insufficienza di motivazioni, spiega a sua volta l'avvocato Gustavo Bacigalupo dello Studio associato Bacigalupo-Lucidi di Roma consiste in una «carente illustrazione delle ragioni di infondatezza dei motivi del ricorso diversi da quelli imperniati sull'asserita illegittimità costituzionale delle disposizioni citate, svincolando così la proposizione del dubbio di costituzionalità dal nesso di pregiudizialità attuale con la soluzione del giudizio principale». Di fatto, sottolinea Bacigalupo la Consulta «non ha potuto o voluto decidere la questione centrale del conflitto di interessi» ma commenta: «L'ipotetica illegittimità costituzionale dei nuovi poteri provvedimentali dei Comuni probabilmente non gioverebbe granché alle farmacie private, come insegnano oltre quarant'anni di revisioni di piante organiche di competenza bensì regionale, ma quasi regolarmente appiattite sui pareri comunali». Dunque, se i Comuni siano amministrazioni che provvedono o semplici amministrazioni consultive, conclude, «non può fare nel concreto grandissima differenza, se non se non rimescolare per l'ennesima volta le carte e costringere il legislatore a rimettere forse le mani sull'intero assetto normativo che disciplina l'organizzazione del servizio farmaceutico sul territorio».

Simona Zazzetta



discuti sul forum

ANNUNCI SPONSORIZZATI


Download Center

Principi e Pratica Clinica
Sacchetti E., Clerici M. La depressione nell'anziano
vai al download >>
separa
Principi e Pratica Clinica
Raccomandazioni sulla gestione della rinite allergica in farmacia
vai al download >>

SUL BANCO