Sanità

lug142015

Pianta organica, Tar Bari: Regione inadempiente se non l'approva entro termini di legge

Pianta organica, Tar Bari: Regione inadempiente se non l’approva entro termini di legge

L'inadempienza della Regione che non approva entro i termini di legge la nuova pianta organica comunale, è da considerarsi illegittima. A dirlo è una sentenza, «la prima in Italia in materia», del Tar Bari, la n. 1044 del 10 luglio 2015, che condanna la regione Puglia ad approvare la nuova pianta organica comunale, sulla base dei dati Istat esistenti alla data del 31 dicembre 2014, entro il termini di 90 giorni dalla comunicazione della sentenza. I giudici fanno notare, tra le altre cose, che in merito all'apertura di nuove sedi farmaceutiche, potrebbe nel frattempo essere venuto meno il quorum necessario per la loro istituzione e quindi i presupposti per il loro mantenimento. «La pronuncia del Tar barese schiude scenari interessantissimi e non potrà non avere riflessi nelle vicende riguardanti il concorso straordinario» spiega a Farmacista33 l'avvocato Ciro Testini. E chiarisce: «La sentenza è di grandissima importanza non soltanto perché certifica l'obbligo delle Regioni di approvare le piante organiche già dal 31 dicembre 2014, dichiarandole inadempienti qualora ciò non avessero già fatto, ma anche perché ipotizza la possibilità di sopprimere tutte quelle sedi che, dopo essere state istituite a seguito della legge "Cresci Italia", abbiano nel frattempo perso il quorum. Se queste sedi non sono state ancora assegnate, allora, vi è immediato obbligo di sopprimerle mediante tempestiva approvazione della nuova pianta organica comunale». Si ricorda che la "Cresci Italia" aveva stabilito la facoltà di istituire sedi a quoziente parziale, cioè usando il "famoso" resto, ma spiega l'avvocato «l'istituzione in maniera indiscriminata delle sedi a quorum parziale, all'indomani dell'entrata in vigore della legge, sta determinando un fenomeno singolare, cioè che a distanza di poco tempo dalla loro istituzione, molte di queste sedi istituite "con i resti" sono divenute soprannumerarie a seguito della diminuzione della popolazione dei Comuni. La popolazione» spiega l'avvocato «spesso diminuisce nei Comuni e ciò porta il "resto" a scendere al di sotto del dato di 1.651, rendendo così la sede soprannumeraria, con l'effetto di creare in breve tempo un surplus di assistenza farmaceutica, in violazione del corretto rapporto farmacie/abitanti stabilito dalla legge e, in definitiva, a detrimento del diritto dei cittadini ad una corretta ed equilibrata assistenza farmaceutica». La portata della sentenza, secondo l'avvocato è quindi di «assoluto rilievo nazionale» in quanto «certifica che le Regioni avevano l'obbligo di approvare una nuova pianta organica farmaceutica fin dal 31 dicembre 2014; ne discende che esse sono ad oggi inadempienti e, infatti, il Tar Bari assegna alla Regione Puglia un termine perentorio di 90 giorni, nominando fin da subito il commissario ad acta qualora la Regione rimanga inadempiente». E in conclusione l'avvocato avverte che «qualora le Regioni non procedano ad approvare nuove piante organiche che tengano conto del calo rilevante della popolazione e, continuando a rimanere inadempienti rispetto all'obbligo di Legge, procedano viceversa ad assegnare le stesse divenute soprannumerarie, potrebbe aprirsi la strada a risarcimenti milionari da parte dei farmacisti già operativi, che vedrebbero ingiustamente violato il corretto rapporto farmacie/abitanti stabilito dalla Legge».

Simona Zazzetta

Cliccare qui per leggere la sentenza del Tar di Bari



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