Sanità

feb192018

Pianta organica, Tar Calabria: revisione obbligatoria e variazioni secondo dati Istat

Pianta organica, Tar Calabria: revisione obbligatoria e variazioni secondo dati Istat
Si direbbe consolidato l'orientamento che sancisce l'obbligo per la Pubblica amministrazione di procedere alla revisione della pianta organica con soppressione della sede non ancora assegnata con concorso straordinario, una volta accertato, secondo dati Istat, il difetto del quorum necessario per l'istituzione della ulteriore sede farmaceutica. Questo è il commento dell'avvocato Silvia Stefania Cosmo dello studio legale Cavallaro Duchi Lombardo e Associati - Osservatorio Iusfarma alla sentenza del Tar Calabria (n. 2094/2017) che si è pronunciato sul caso di una terza sede farmaceutica istituita da un comune calabro che si è avvalso della "previsione normativa che consente l'apertura di un'ulteriore farmacia qualora la popolazione residente sia superiore al 50% del parametro stesso". L'avvocato spiega che oggetto del contendere era "la legittimità del silenzio serbato dall'amministrazione, della revisione della pianta organica che ha confermato la terza sede e dei provvedimenti regionali anch'essi di conferma della predetta sede fra quelle messe a concorso in dipendenza dell'esistenza o meno dell'obbligo di procedere alla revisione delle sedi farmaceutiche con soppressione di quella non ancora assegnata". Il Tar, prosegue l'esperta, ha valutato tale obbligo "alla luce del dato della popolazione nell'anno 2013, potendosi porre per la prima volta nell'anno 2014; il primo anno pari successivo alle modifiche introdotte dal d.l. n. 1/2012". Il Collegio, accertato che,"sulla scorta dei dati rassegnati dall'Istat e non di quelli divergenti dell'anagrafe comunale, alla data del 31 dicembre 2013 non sussisteva il quorum necessario per l'istituzione della terza sede farmaceutica (6.600 + il 50% del parametro di 3.300 abitanti), il Tar non ha avuto dubbi a dichiarare l'illegittimità dei provvedimenti impugnati". E ha così "consolidato l'orientamento già delineato dal Consiglio di Stato che configura "la revisione della pianta organica come atto dovuto a prescindere da valutazioni discrezionali; l'accertamento del decremento della popolazione al di sottodei parametri di legge come presupposto per "procedere alla revisione entro il mese di dicembre dell'anno pari successivo a quello in cui si è verificato il decremento" con soppressione delle sedi previste che non siano ancora state assegnate; l'accertamento dell'incremento demografico al di sopra dei parametri di legge come presupposto per operare in senso opposto da parte dell'Amministrazione; la revisione della pianta organica legata a dati di rilevazione della popolazione residente pubblicati dall'Istat poiché "obiettivamente riscontrabili evitando il riferimento a rilevazioni effettuate dai comuni"; la titolarità di "una posizione qualificata e differenziata" del titolare della sede comunale "che risulta lesa dall'atto implicante la mancata revisione della pianta organica delle farmacie" e dagli atti regionale basati sulla persistente ed errata previsione di una sede illegittima.
Di fatto, conclude l'avvocato nella sua analisi, si delinea il principio di diritto secondo cui, in primo luogo, "il concorso straordinario non esonera la P.A. dal revisionare il numero delle farmacie secondo le modulazioni dettate dalla legge", in secondo luogo, "in tale contesto è destinata a prevalere la oggettività dei parametri Istat su quelli delle singole anagrafi comunali con la conseguente soppressione delle sede anche dall'elenco regionale di quelle disponibili ed assegnabili a concorso".(SZ)
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