Sanità

ago252016

Piemonte apre a distribuzione per conto e finanzia monitoraggio

Piemonte apre a distribuzione per conto e finanzia monitoraggio
Addio pellegrinaggio alla farmacia ospedaliera per ottenere una medicina prescritta dallo specialista: in Piemonte si potenzia la distribuzione per conto dei farmaci. L'accordo firmato da Regione, Federfarma ed Assofarm e formalizzato con delibera regionale del 27 luglio inoltre pone le basi per una moderna "farmacia dei servizi" confermando importanti servizi alla popolazione ed avviando in particolare una sperimentazione che prevede il monitoraggio a domicilio di alcune categorie di pazienti fragili. L'intesa sottoscritta dall'assessore alla Sanità Antonio Saitta, Massimo Mana per Federfarma e da Roberto Forte per Assofarm si estende nell'arco di 4 anni; lo stanziamento è di 6,5 milioni di euro, di cui 500 mila per avviare il progetto di presa in carico dei fragili e di valutazione della compliance alle terapie e 2 milioni l'anno tra 2017 e 2019. Il punto chiave è che i farmaci nel prontuario della distribuzione ospedale-territorio acquistati dalle Asl saranno reperibili anche nelle 1600 farmacie territoriali piemontesi pubbliche e private. I pazienti potranno ritirare subito la prima confezione nella farmacia ospedaliera, ma le altre le troveranno sotto casa.

Dice Massimo Mana di Federfarma: «In una regione con gran parte della superficie montagnosa e comuni molto piccoli oltre un 20% dei residenti avrà netti vantaggi, per il restante 75-80% c'è la certezza di sapere che le farmacie territoriali dispongono dei medicinali richiesti». In cambio dell'impegno della regione a far passare dalla distribuzione per conto tutti i farmaci PH-T (salvo quelli specificamente indicati da una commissione paritetica ad hoc), le farmacie su questa categoria accettano se urbane un calo di 20 centesimi della quota a pezzo; la stessa quota resta ferma (6,68 e 7,63 euro più iva, comprensivi del "fee" al grossista) per farmacie rurali sussidiate o con fatturato sotto i 258 mila euro. La Regione si affida alle farmacie anche per la distribuzione del vaccino antinfluenzale, auspicando (ottimistiche) percentuali di copertura fino al 95% degli over 65 e dei soggetti a rischio.

«Di sicuro il progetto andrà reso operativo con i medici di famiglia -dice Mana - come Federfarma stiamo ragionando su quanto la farmacia può fare. La farmacia territoriale è facilitata a contattare pazienti sopra 65 anni appartenenti a gruppi a rischio; dovremmo indirizzarli al medico curante per il vaccino così da incrementare la percentuale dei soggetti coperti, l'anno scorso bassa, 45% del target. L'obiettivo realistico sarebbe un 20% in più. Sugli strumenti da attivare per migliorare la copertura ci sono varie ipotesi». L'accordo infine avvia inoltre la fase sperimentale del progetto "Farmacia dei servizi" che prevede la presa in carico dei pazienti fragili, l'erogazione di specifici servizi, l'aderenza alla terapia in particolari ambiti terapeutici e la promozione e prevenzione della salute. «In Piemonte con la collaborazione dell'Università di Torino (sia della Facoltà di Farmacia sia delle scuole di Medicina) sono state avviate da tempo iniziative di formazione di farmacisti e titolari e successiva raccolta dati in tema di monitoraggio dell'aderenza alla terapia dei pazienti diabetici, scompensati, broncopneumopatici e dislipidemici», ricorda Mana. «È anche grazie ai risultati della nostra raccolta dati, che confermano un impatto positivo sull'aderenza alla cura dovuto all'apporto del farmacista, che abbiamo aperto la strada per concludere questo accordo all'avanguardia».
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