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mar272017

Pillola dei cinque giorni dopo, vendite in crescita: una ogni due minuti

Pillola dei cinque giorni dopo, vendite in crescita: una ogni due minuti
L'ulipristal acetato modulatore del progesterone registrato come contraccettivo d'emergenza, per tutti conosciuto come "la pillola dei cinque giorni dopo" è sempre più popolare come dimostrano i dati sulle vendite: sono quasi raddoppiate negli ultimi 10 mesi e moltiplicate per 15 rispetto ad appena due anni fa. L'Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha approvato questo farmaco fin dal 2009 e in Italia è arrivato alla fine del 2011, ma per ottenerlo serviva la prescrizione medica e la presentazione di un test di gravidanza negativo. È solo dalla primavera del 2015 che un provvedimento dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e la successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, hanno dato il via libera all'acquisto, per le donne maggiorenni, nelle farmacie e parafarmacie senza più la necessità di presentare la ricetta medica e il test di gravidanza, obblighi che invece restano in vigore per le ragazze fino a 18 anni.

E così, dalle 16.798 pillole vendute nel 2014 si è passati alle 145.574 del 2015 fino alle 200.507 registrate solo nei primi dieci mesi dello scorso anno: si tratta di 660 acquisti al giorno, uno ogni due minuti. Il successo di vendita della pillola del giorno dopo non appare frenato dal fatto che il farmaco non è rimborsabile dal Servizio sanitario nazionale. Il ricorso a ulipristal acetato rappresenta così una quota elevata sul totale della contraccezione acquistata, anche se molto variabile da una regione all'altra, con un impatto decrescente passando dal nord al sud della penisola: secondo i dati forniti da Federfarma e dall'azienda produttrice, nel Friuli Venezia Giulia questa percentuale è infatti del 77%, mentre scende al 31% in Basilicata. Si ricorda che a differenza della "pillola del giorno dopo", a base di levonorgestrel, che ogni 12 ore vede una diminuzione della sua efficacia, la pillola con ulipristal acetato può essere assunta fino a 120 ore dopo il rapporto e, alterando le funzioni della mucosa uterina, impedisce all'embrione di impiantarsi nell'utero.
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