Sanità

mag162017

Pillola del giorno dopo, Aogoi condivide raccomandazioni Aifa: sì a uso appropriato

Pillola del giorno dopo, Aogoi condivide raccomandazioni Aifa: sì a uso appropriato
Le recenti raccomandazioni diffuse dall'Aifa (cfr. Farmacista33 19 aprile 2017) sul ricorso alla contraccezione di emergenza a base di levonorgestrel da parte di donne che assumono anche di farmaci induttori degli enzimi epatici sono «encomiabili e condivisibili» e offrono l'occasione per una riflessione più ampia sulla scelta della giusta contraccezione e sulla prevenzione delle gravidanze indesiderate. A dirlo è Elsa Viora, Presidente associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani (Aogoi), in merito alla determina Aifa dello scorso aprile sull'utilizzo della "pillola del giorno dopo". «La giusta contraccezione di emergenza può infatti essere una scelta efficace e sicura per prevenire le gravidanze indesiderate e quindi ridurre gli aborti» afferma Viora «ma il sempre più ampio ricorso a questa metodica è tuttavia un campanello d'allarme della scarsa educazione contraccettiva e della mancata autoprotezione dalle malattie sessualmente trasmesse. Le società scientifiche e le istituzioni devono lavorare insieme per promuovere una contraccezione responsabile e gratuita affinché l'emergenza non si ripeta».

Aogoi ricorda che le nuove raccomandazioni dell'Agenzia del farmaco, si riferiscono alle donne che desiderano ricorrere alla contraccezione di emergenza e che hanno utilizzato farmaci induttori degli enzimi epatici, ad esempio per il trattamento dell'HIV, dell'epilessia, delle infezioni fungine. «Per queste donne - come riportato dalla determina - va senz'altro considerata e suggerita la spirale intrauterina in rame (IUD - Intra Uterine Device) o, se questa opzione non è praticabile, va prescritta una doppia dose di levonorgestrel, ovvero 3mg rispetto alla dose abituale di 1,5. «La nota Aifa è l'occasione per sottolineare che il ricorso alla pillola del giorno dopo - precisa Viora - è la conseguenza di un rapporto sessuale non protetto o del fallimento del metodo contraccettivo prescelto, ormonale e non. La richiesta di contraccezione di emergenza può e deve essere quindi l'occasione per ridiscutere la scelta contraccettiva con la donna, o meglio con la coppia, in particolare quando non è possibile utilizzare la contraccezione ormonale. Sull'altro fronte, quello dei comportamenti a rischio, serve invece un maggiore impegno educativo all'autoprotezione, sia procreativa, sia della salute sessuale e generale di donne e uomini», aggiunge la presidente Aogoi. Secondo le motivazioni riportate nella determina Aifa, si precisa che levonorgestrel «agisce modificando la mucosa dell'utero sopprimendo l'ovulazione e prevenendo la fecondazione. Siccome la massima probabilità di concepimento si realizza quando il rapporto sessuale avviene il giorno prima dell'ovulazione - spiega ancora Aifa - rimanendo alta fino a tre giorni dopo, l'efficacia è più elevata se il la pillola viene assunta subito dopo il rapporto non protetto e diminuisce nei giorni successivi». Ma la questione della contraccezione, solleva anche altre questioni. Viora, infatti, precisa che «un lavoro di sensibilizzazione che deve affiancarsi all'adozione di politiche a favore di una contraccezione sempre più informata e responsabile, ma anche gratuita, non potendo essere l'acquisto dei contraccettivi a totale carico dei cittadini. Oltretutto, un investimento pubblico a sostegno della contraccezione non soltanto produrrebbe un beneficio per la salute dei cittadini, soprattutto dei più giovani, ma genererebbe risparmi per il servizio sanitario nazionale in virtù di un minor ricorso ai ricoveri e agli interventi chirurgici per le interruzioni volontarie di gravidanza», conclude.


Rossella Gemma
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