Sanità

feb82016

Pillola d'emergenza, Muschietti: regole note, farmacista agevoli soluzione a problemi

Pillola d’emergenza, Muschietti: regole note, farmacista agevoli soluzione a problemi
Le regole per l'acquisto dell'ulipristal acetato (ellaOne) senza ricetta sono note a tutti e il farmacista tenuto a dispensare quanto richiesto senza addurre motivazioni personali: «Siamo operatori della salute il nostro ruolo è quello di agevolare le problematiche e non di gravarle ulteriormente». Così il presidente di Farmacieunite Franco Gariboldi Muschietti entra nel dibattito sollevato nei giorni scorsi dai risultati di un sondaggio che ha evidenziato le le problematiche in relazione alla dispensazione del contraccettivo di emergenza ellaOne, che da maggio dello scorso anno può essere acquistato senza obbligo di ricetta medica, come da Direttiva dell'Agenzia Italiana del farmaco. Dal sondaggio, scrive il sindacato autonomo in una nota «si evince che in molti casi le pazienti lamentino una difficoltà nell'acquisto del farmaco, a causa di resistenze di varia natura da parte dei farmacisti (motivi etici, religiosi e altri)». Il sindacato ribadisce «la necessità di attenersi scrupolosamente alle disposizioni e di dispensare il farmaco alle donne maggiorenni che ne facciano richiesta e alle minorenni munite di prescrizione medica». Secondo Farmacieunite «le regole sono note a tutti e la stragrande maggioranza dei farmacisti conosce bene la Direttiva, che consente l'acquisto dell'ulipristal acetato (nome commerciale ellaOne) senza ricetta. Quasi la metà del campione intervistato, tuttavia, non condivide le scelte dell'Agenzia "perché così le donne la usano con troppa facilità", opponendo in alcuni casi resistenza ed evitando di seguire le indicazioni di legge, costringendo le malcapitate a cercare farmacisti maggiormente informati e consapevoli». E Muschietti conclude: «Il farmacista deve dispensare quanto richiesto senza addurre motivazioni personali. Siamo operatori della salute e il nostro ruolo è quello di agevolare le problematiche e non di gravarle ulteriormente. Il farmaco, tra l'altro, come più volte ribadito, non interrompendo la gravidanza, non può definirsi abortivo. Al contrario, sicuramente può contribuire ad arginare in modo significativo il ricorso all'interruzione volontaria di gravidanza». Dato il perdurare delle incertezze, Farmacieunite fa sapere che si sta adoperando per «organizzare un incontro informativo con i propri associati, in modo da trattare l'argomento in maniera approfondita e limitare il persistere di atteggiamenti non conformi all'etica professionale».

Simona Zazzetta
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