Sanità

ott72015

Pillola 5 giorni, associazione denuncia: negata a maggiorenni senza ricetta. Ordine intervenga

Pillola 5 giorni, associazione denuncia: negata senza ricetta a maggiorenni. Ordine intervenga
Circa due farmacisti su 10, alla richiesta di dispensazione della pillola dei cinque giorni, rispondono «irremovibilmente» che il farmaco può essere venduto solo dietro presentazione di ricetta di un medico, nonostante «dall'8 maggio 2015 per le donne maggiorenni sia possibile acquistare l'ulipristal acetato (Ellaone) senza prescrizione». La denuncia arriva dall'associazione Vitadidonna il cui presidente, Lisa Canitano, ginecologa, ha scritto direttamente alla Federazione degli Ordini dei Farmacisti, chiedendo al presidente Andrea Mandelli d'intervenire e sottolineando che per quanto il comportamento «riguardi una minoranza di farmacisti, questo non rende meno grave la non applicazione delle regole». All'associazione, scrive Canitano, arrivano «continue comunicazioni di donne che ci segnalano farmacisti che negano la vendita in assenza di ricetta medica, che dicono che non hanno il farmaco e che fanno ostruzionismo di vario tipo dicendo che è sempre meglio la ricetta perché è un farmaco pericoloso o che bisogna fare una visita ginecologica prima di assumerla». In alcuni casi, aggiunge in un'intervista a Farmacista33, «le pazienti vengono anche spinte a cambiare farmaco e a non prendere ulipristal acetato ma il Norlevo proponendo anche un medico di famiglia disponibile a fornire la ricetta. Con il rischio per la donna di una gravidanza indesiderata e per il farmacista di dover rispondere di una responsabilità legale del danno con risarcimento». Canitano ricorda che esiste «una circolare di Federfarma che chiarifica la procedura e le linee guida internazionali e nazionali che dicono che non serve la consultazione con il medico ma che è una scelta delle donne assumerla».E spiega di aver lei stessa fatto diversi tentativi: «Da Torino a Frosinone, dalla provincia di Napoli alla Sicilia, ho telefonato a decine di farmacie in tutt'Italia, da Torino a Frosinone, dalla provincia di Napoli alla Sicilia chiedendo Ellaone». Il risultato: «Circa due farmacisti su 10 che ho contattato hanno risposto che la pillola può essere venduta solo dietro presentazione di ricetta di un medico e sono stati irremovibili. C'è chi ha usato formule più vaghe come "in teoria sì, c'è bisogno della ricetta", o chi mi ha chiesto chi fosse il mio medico di base come se averne uno o un altro avesse qualche rilevanza. Altri sono stati molto più netti. In ogni caso, anche se limitato, questo comportamento costringe una donna che ha le ore contate a dover vagare di farmacia in farmacia prima di riuscire a trovare la pillola, a volte vanificando il suo effetto. E comunque andando contro le regole in vigore». Eppure, conclude, «c'è una sola domanda che i farmacisti devono fare di fronte ad una richiesta di Ellaone: informarsi su quanti anni ha la persona che la richiede, farsi mostrare la carta d'identità in caso di dubbio e venderla liberamente se di fronte c'è una donna maggiorenne».

Simona Zazzetta
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