Sanità

mar152016

Pillola giorno dopo Sop. Contarina: rischi per la salute, non va venduta con leggerezza

Pillola giorno dopo Sop. Contarina: rischi per la salute, non va venduta con leggerezza
La pillola del giorno venduta senza l'obbligo di ricetta a maggiorenni comporta diversi rischi per salute, «provoca effetti collaterali e rischia di disincentivare l'uso del preservativo, con aumento del rischio di contrarre malattie veneree. L'Aifa ci ripensi».

A dirlo è il presidente di Federfarma Roma Vittorio Contarina commentando la recente decisione da parte dell'Agenzia italiana del farmaco di eliminare l'obbligo di ricetta per l'acquisto del Norlevo, ovvero «la meno cara tra le pillole del giorno dopo in vendita». Contarina sottolinea che «la pillola del giorno dopo Norlevo è un derivato ormonale, quindi genera, in chi ne fa uso, una scarica di ormoni molto alta che può provocare effetti collaterali anche molto invasivi. Vendere senza ricetta questo tipo di prodotto significa togliere un controllo necessario su un farmaco che non può assolutamente essere diffuso con leggerezza». E in merito ai rischi per la salute avverte: «Oltre ai possibili effetti collaterali, infatti, il pericolo è che passi il principio secondo il quale un contraccettivo di emergenza, quale è il Norlevo, sia in realtà un contraccettivo come gli altri, e che i giovani comincino ad usarlo al posto di pillola o preservativo. Si rischia dunque che, al posto dell'uso corretto, se ne faccia un abuso molto pericoloso per la salute. Ma non basta, perché se diminuisce l'uso del preservativo, si rischia anche un aumento delle malattie sessualmente trasmissibili. È un pericolo gravissimo che va assolutamente evitato». Al momento l'obbligo di ricetta resta per i minorenni, ma, aggiunge «si tratta di un ostacolo che può essere facilmente aggirato in quanto qualsiasi minorenne, maschio o femmina, ha un amico, un fratello, un cugino maggiorenne che può procurarsi con facilità Norlevo. È per questo» conclude Contarina «che la vendita libera nelle farmacie, o addirittura nei supermercati, è una vergogna che va assolutamente fermata. Invito dunque l'Aifa a riflettere su tutti questi aspetti e di tornare sui suoi passi».

Di tutt'altro parere Federconsumatori favorevole alla decisione dell'Aifa che definisce come «un ulteriore passo verso l'ampliamento del diritto delle donne alla salute sessuale e riproduttiva». E aggiunge: «Ora bisogna vigilare che non si ricorra illegittimamente all'obiezione di coscienza. Secondo indagini e segnalazioni capita di frequente che le pazienti si vedano rifiutare la vendita dei contraccettivi di emergenza. Ricordiamo che la legge stabilisce l'obbligo del farmacista di vendere i medicinali di cui sia provvisto, pertanto qualsiasi obiezione di coscienza al riguardo non è ammissibile. È fondamentale che il Governo metta in atto sia massicce campagne di informazione che interventi mirati ad arginare e contrastare comportamenti e fenomeni che ostacolino la piena applicazione della legge e il completo riconoscimento dei diritti delle donne». Plauso sulla determina dell'Aifa anche dalla Società Italiana della Contraccezione (Sic) che la definisce «un traguardo importante» ma a sua volta allerta sul possibile abuso.

Simona Zazzetta


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