Sanità

set272012

Pillola giorno dopo, tribunale Usa autorizza obiezione di coscienza per i farmacisti

Una Corte d’appello dell’Illinois ha confermato venerdì quanto espresso da un precedente giudizio e cioè: lo Stato non può obbligare le farmacie e i farmacisti a vendere i contraccettivi d’emergenza, le cosiddette pillole del giorno dopo, se hanno scrupoli di ordine religioso. Tutto ebbe inizio nel 2005, quando l’allora governatore dell’Illinois Rod Blagojevich decise che tutti i farmacisti e le farmacie dovevano vendere il Plan B, questo il nome commerciale americano del medicinale impiegato per prevenire l’instaurarsi di una gravidanza indesiderata dopo un rapporto sessuale non protetto. Alcune associazioni antiabortiste hanno sollevato obiezioni sul presunto ruolo preventivo del farmaco. Nel 2011 un giudice dell’Illinois ha presentato un’ingiunzione contro la norma, a suo avviso non neutrale nei confronti degli obiettori di coscienza. La Corte d’appello dell’Illinois gli ha dato ragione perchè l’Illinois Health care right of conscience Act tutela la decisione dei farmacisti di non dispensare i contraccettivi per loro convinzioni personali. «Una grande vittoria per la libertà religiosa» ha detto Mark Rienzi, consulente senior del Becket Fund, che proprio all’inizio di quest’anno aveva ottenuto che la Corte federale di Washington abolisse una regola simile. Di parere opposto i membri dell’American civil liberties union of Illinois, che si sono detti «scoraggiati dal fatto che la Corte si sia espressamente rifiutata di prendere in considerazione gli interessi delle donne che hanno bisogno di una prescrizione medica legale». «In sostanza» ha dichiarato Ed Yohnka il loro portavoce «la pratica religiosa individuale ha la meglio sulla salute delle donne».


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