Sanità

ott32016

Pillole contraccettive in fascia C. Associazioni: danno a pazienti meno abbienti

Pillole contraccettive in fascia C. Associazioni: danno a pazienti meno abbienti
Dal 26 luglio scorso (come riportato sulla Gazzetta Ufficiale del giorno successivo) nessuna pillola contraccettiva si trova più in fascia A, rimborsabile per intero: in quella data è entrata in vigore una determina Aifa che ha spostato in fascia C gli ultimi farmaci anticoncezionali, fino a quel momento in fascia A (Triminulet, Planum, Ginodem, Milvane, Etinilestradiolo e Gestodene Mylan Generics, Practil, Kipling, Gestodiol, Antela, Desogestrel Etinilestradiolo Aurobindo, Estmar, Minulet e Brilleve). L'informazione era stata comunicata da una circolare Federfarma, la n. 141 del 27 luglio 2016, "Riclassificazione anticoncezionali orali".
«Al di là del marketing che fa immettere di continuo nuove pillole sul mercato, anche non indispensabili, con quelle in fascia A c'era almeno la possibilità di prescriverle alle donne con difficoltà di reddito», commenta a Farmacista33 Lisa Canitano presidente dell'Associazione Vitadidonna.
«Spendere di tasca propria 12 euro al mese in alcune realtà può essere un problema. Sebbene quelle inserite in fascia A fossero quelle con dosaggi medio-alti, potevano comunque essere prescritte a chi aveva più difficoltà economiche senza particolare impatto sulla salute». Ma Canitano va oltre i «tecnicismi burocratici che avrebbero portato l'Aifa a introdurre queste modifiche» e specifica che sarebbe compito dello Stato aiutare le donne nella scelta consapevole di procreare oppure no: «È come se alla fine la contraccezione orale femminile fosse un genere di conforto di cui deve farsi carico la paziente».

Molte associazioni di medici e di pazienti si stanno mobilitando contro la decisione dell'Aifa. La consulta consultori Roma, per esempio, insieme ad altre associazioni, si è mobilitata per chiedere la gratuità della contraccezione, già prevista per i consultori ma che non è pienamente attuata, almeno per le adolescenti e le donne in condizioni economiche precarie, l'allineamento del costo dei contraccettivi in Italia a quello medio dei paesi europei, più basso, e la possibilità di accedere alla contraccezione sicura dopo un'interruzione volontaria di gravidanza, oltre alla possibilità di aborto farmacologico in regime ambulatoriale e il potenziamento dei consultori.

Rossella Gemma
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