FARMACI E DINTORNI

nov232010

Più veloce la ricerca testando solo farmaci mirati

I test di valutazione di nuovi farmaci antitumorali saranno sempre più mirati e sfrutteranno modelli animali della patologia presentata da ogni singolo paziente in fase preclinica, per poi passare alla fase clinica sul paziente. Il nuovo approccio è stato spiegato da Pier Paolo Pandolfi, direttore della ricerca al Beth Israel Cancer Center di Harvard School di Boston, nel corso della terza edizione del Premio Giornalistico Riccardo Tomassetti: si creeranno topi ingegnerizzati che presentano lo stesso tipo di neoplasia di un singolo paziente o di un gruppo di pazienti con un tumore geneticamente identico, su questa cavie animali verranno testati i farmaci per verificare l’efficacia, infine solo i farmaci che funzionano contro quel particolare tipo di tumore replicato nel topo saranno testati clinicamente in modo mirato sui pazienti che hanno esattamente quel tumore. Questa sorta di sincronizzazione accelererà lo sviluppo di nuove terapie mirate. Nel centro diretto da Pandolfi esiste già una struttura in grado di gestire le cavie come un vero e proprio ospedale con reparti di degenza, Pet e altri strumenti diagnostici e reparti di cura. Secondo l’esperto oggi si è modificato l’approccio di cura ai tumori: «La cura con molti dei farmaci anti-cancro in uso costa milioni di dollari ma allunga in media la vita dei pazienti di pochi mesi; con la terapia mirata e col nuovo modo di fare i test preclinici e clinici si arriverà a farmaci personalizzati che allungano la vita di anni riparando le cellule malate in modo diverso a seconda del paziente che abbiamo di fronte». conclude Pandolfi.


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