NUTRIZIONE

ott312013

Plantago psyllium: una fibra dalle molteplici proprietà

La fibra di psyllium o psillio, come viene comunemente chiamata, è da tempo utilizzata per la sua efficacia nel combattere la stipsi. Ricerche recenti hanno messo in luce anche altre importanti proprietà.

Lo psyllium (Plantago psyllium) è una pianta presente nel bacino del Mediterraneo dai cui semi essiccati si ricava una polvere ricca di fibre solubili, con proprietà funzionali importanti e prebiotiche. È conosciuta e particolarmente indicata per il trattamento della stipsi. Deve essere assunta con un’abbondante quantità di liquidi: idratandosi, la componente mucillaginosa del seme forma un gel compatto, che favorisce il transito intestinale e la peristalsi. Nel caso di assunzione di farmaci, è necessario valutarne attentamente l’uso perché può interferire con il loro l’assorbimento. Studi recenti tuttavia hanno messo in evidenza anche la sue proprietà di prevenzione verso alcune importanti malattie. Una metanalisi eseguita su 67 studi di intervento ha dimostrato che lo psyllium, come le altre fibre solubili e mucillaginose (pectine, gomme, beta-glucani, mucillagini e le rimanenti emicellulose), può contribuire alla riduzione del colesterolo totale e in particolare Ldl, sia in soggetti con colesterolemia elevata sia in soggetti con valori normali. A livello dell’ileo il gel di psyllium infatti, riduce l’assorbimento del colesterolo, aumentandone l’escrezione con le feci.

Psyllium e rischio cardiovascolare
Lo psyllium è quindi uno strumento importante per aiutare a ritardare l’uso di farmaci per il controllo della colesterolemia e dei suoi effetti: 5-10g al giorno inducono una riduzione del colesterolo Ldl del 5%, tanto che l’americana Food and drug administration (Fda) ha approvato un claim relativo alla riduzione del rischio cardiovascolare per la fibra estratta da Plantago Psyllium, che si spiega con la diminuzione dei livelli di colesterolo, nell’ambito di una dieta con basse quantità di colesterolo e acidi grassi saturi. Un’adeguata attività fisica, il controllo del peso e la composizione della dieta sono fondamentali, perché le fibre solubili possano esprimere al meglio la loro efficacia. Una dieta ben bilanciata per il controllo del profilo lipidico deve prevedere carboidrati a basso indice glicemico, un apporto ridotto di grassi saturi e trans ed essere ricca di grassi monoinsaturi e grassi polinsaturi omega-6, come l’acido linoleico, presente soprattutto nei vegetali e in alcuni oli di semi come il mais, il girasole, la soia. In questo contesto le fibre danno un contributo importante, tanto che recentemente è stato proposto di portare l’assunzione giornaliera a 30g, aumentando il consumo di quegli alimenti che le contengono.

Francesca De Vecchi - specialista in scienze dell’alimentazione

G It Diabetol Metab. 2009 29:74-82
EFSA Journal 2010 8(3):1462
Am J Clin Nutr. 2000 71:472–9


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