NUTRIZIONE

lug122011

Poco salutari ma irresistibili: i cibi che danno dipendenza

Una patatina tira l'altra, come le ciliegie, e come altri cibi pieni di grassi: non ci si riesce a limitare e si continua a mangiarne. C'è però una ragione chimica ben precisa che porta a comportarsi nei confronti di patatine fritte e di altre ''schifezze'' come con una vera e propria droga. I grassi contenuti in questi cibi inducono, infatti, lo stomaco a produrre endocannabinoidi, droghe naturali simili alla marijuana, che accendono il segnale di “no stop”, cioè quell'irresistibile desiderio di mangiarne ancora. Lo ha dimostrato il team dell'italiano Daniele Piomelli dell'università di Irvine in una ricerca pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences. I ricercatori hanno studiato sui topolini cosa succede quando mangiano cibi grassi: il problema inizia sulla punta della lingua, qui i grassi comunicano direttamente col cervello e attivano un sistema di trasmissione che invia un messaggio allo stomaco per indurre il rilascio dalle sue pareti degli endocannabinoidi. Questi fanno il resto: attivano il segnale che induce a voler ancora quel cibo e quindi si finisce per stramangiare senza riuscire a dire basta. Peraltro altre sostanze contenute nei cibi, come le proteine, non sembrano avere questo potere ''drogante'' sullo stomaco.


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