FITOTERAPIA

gen172012

Pollice verso all’uso di erbe contro l’artrite

Non solo i fitoderivati sarebbero inefficaci, ma in alcuni casi addirittura interferirebbero con i medicinali classici. Secondo i risultati dell’ultima review, sull’impiego di terapie alternative per il controllo dei sintomi dolorosi dell’osteoartrite, le evidenze scientifiche a supporto dell’impiego di prodotti vegetali per dare sollievo ai sintomi dell’osteoartrite sono davvero minime. L’analisi, effettuata da due esperti newyorkesi e pubblicata sul numero di gennaio di Drug and Therapeutics Bulletin, ribadisce come siano in effetti pochi gli studi volti a indagare l’efficacia dei fitoterapici, e nella maggior parte dei casi gravati da limitazioni procedurali (pochi pazienti arruolati, breve durata del trial). I due autori hanno rivisto tutta la letteratura disponibile sui principali prodotti utilizzati, sulla scia di teorie popolari, come: l’artiglio del diavolo, l’artiglio di gatto, ginger, ortica, bacche di rosa, curcuma, corteccia di salice, incenso indiano, estratti di avocado e di semi di soia. Hanno riscontrato solo qualche debole evidenza a favore delle bacche di rosa e dell’incenso indiano; per tutti gli altri prodotti i dati sarebbero equivoci e comunque non conclusivi. Robert Graham, primo autore della ricerca e internista al Lenox Hill Hospital in New York City, specifica «l’attuale gestione farmacologica è ampiamente centrata sulla riduzione del dolore e dell’infiammazione con fans e paracetamolo, che offrono solo sollievo temporaneo al prezzo di effetti collaterali ben noti». Mentre gli effetti avversi dei fitoterapici sono poco noti, anche se si sa che possono interferire con altri medicinali: un utilizzo prolungato di derivati dell’ortica può interagire con gli antidiabetici, abbassare la pressione arteriosa e deprimere il sistema nervoso centrale; gli estratti di salice, invece, possono dare problemi digestivi e renali. «L’impiego di supplementi vegetali è molto frequente per il trattamento dei dolori articolari» continua Victor Khabie, coautore dello studio e direttore della Medicina e chirurgia sportive del Northern Westchester hospital center, in Mount Kisco, N.Y. «ma non ho mai visto uno studio che potesse convincermi dei benefici di questi prodotti».

Drug Ther Bull. 2012 Jan;50(1):8-12


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