Sanità

dic12017

Presa in carico cronicità, Farmacieunite: bene progetto Atreo. Avviare percorsi condivisi

Presa in carico cronicità, Farmacieunite: bene progetto Atreo. Avviare percorsi condivisi
Il progetto Atreo, lanciato dalla Sifo durante il Congresso di Roma, che coinvolgerà 75 farmacisti del Ssn con l'obiettivo di prendere in carico almeno 1.500 pazienti cronici una volta deospedalizzati è una conferma di come, per questi soggetti, non si possa prescindere dal territorio e dalla prossimità delle cure e dell'assistenza. A dirlo è Franco Gariboldi Muschietti, presidente di Farmacieunite: «Il progetto dei colleghi ospedalieri afferma in buona sostanza che per affrontare con efficacia, efficienza ed economicità le cronicità dal punto di vista dell'assistenza farmaceutica bisogna operare sul territorio e non altrove. Anche Farmacieunite si sta muovendo da tempo nella stessa direzione». E spiega: «Il nostro sindacato ha elaborato in stretta collaborazione con la stessa Regione un progetto, già avviato, per migliorare nel Veneto l'aderenza delle terapie per la cura delle patologie croniche più diffuse: dislipidemie, diabete, ipertensione e patologie respiratorie. È confortante vedere come, in termini di impostazione ma anche di articolazione, il progetto Atreo dei colleghi ospedalieri abbia molti in punti in comune con quello di Farmacieunite».

In particolare: entrambi i progetti pongono alla formazione dei farmacisti che dovranno farsi carico dei pazienti cronici, seguendoli in ogni fase del percorso terapeutico per garantire l'aderenza alle cure, eliminando sprechi e gli ingenti costi derivanti da eventuali complicanze e/o peggioramenti del quadro clinico dei pazienti. E aggiunge: «È la dimostrazione di una evidente convergenza su quelle che sono la vision e la mission della figura professionale del farmacista. È un dato positivo, dal quale partire per lasciarsi alle spalle le incomprensioni che, in passato, hanno spesso caratterizzato i rapporti tra i farmacisti ospedalieri e quelli di comunità, per avviare fin da subito percorsi e progetti comuni e condivisi, senza inutili duplicazioni o sovrapposizioni». Per Muschietti, si tratta di superare i confini e gli interessi dei singoli segmenti professionali per sommare virtuosamente i punti di forza sia dei farmacisti territoriali (su tutti la presenza capillare e radicata sul territorio e la conoscenza diretta dei pazienti, generata da una lunga consuetudine di relazioni di cura su base fiduciaria) sia dei farmacisti ospedalieri, in particolare l'oggettivo e riconosciuto possesso di maggiore competenza clinica. «Farmacieunite è fin da subito disponibile ad avviare un confronto con Sifo - conclude Muschietti - per verificare la possibilità di convergenze operative che si traducano in iniziative comuni finalizzate a rendere ancora più efficace ed efficiente l'assistenza farmaceutica sul territorio, in particolare sul terreno cruciale della cronicità, a beneficio dei pazienti e nell'interesse esclusivo del sistema sanitario pubblico».
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