farmaci

set192012

Prescrizioni pediatriche, basterebbero 20 farmaci essenziali

Sono circa una ventina i farmaci che coprono il 75% della prescrizione pediatrica, eppure i pediatri di famiglia lombardi, ogni anno, prescrivono più di 600 principi attivi. Lo sostiene un’indagine condotta dall’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri

Sono circa una ventina i farmaci che coprono il 75% della prescrizione pediatrica, eppure i pediatri di famiglia lombardi, ogni anno, prescrivono più di 600 principi attivi. Lo sostiene un’indagine condotta dall’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, nell’ambito di un progetto nato in collaborazione con il Sindacato medici pediatri di famiglia (Simpef) e l’Associazione culturale pediatri (Acp) che mira alla realizzazione di un Prontuario di farmaci essenziali in ambito pediatrico. L’idea, ha spiegato Maurizio Bonati, capo del Dipartimento di salute pubblica del Mario Negri, nel corso della conferenza stampa per il 2° Congresso nazionale Simpef (Baveno 21-22 settembre), è «dare vita a un prontuario di farmaci da ritenere essenziali in campo pediatrico e di mettere in atto un progetto formativo volto a modificare abitudini prescrittive non conformi ai suggerimenti della letteratura». L’indagine, condotta in Lombardia, ha spiegato Bonati, ha rilevato che «in un anno sono stati prescritti 625 principi attivi. Ma valutando i farmaci maggiormente condivisi tra i pediatri, si è visto che solo 22 erano prescritti da oltre il 75% dei pediatri. Troppi anche rispetto al panorama internazionale, in Gran Bretagna, per esempio, considerando tutti gli ambiti pediatrici, cure primarie e ospedaliere, in un anno vengono prescritti 320 principi attivi, vale a dire la metà». Nonostante, quanto indicato dalle linee guida nazionali e internazionali, si conferma, un elevato impiego di farmaci molto simili  tra loro per struttura e meccanismo d’azione. «Il progetto è partito lo scorso anno» ha aggiunto Rinaldo Missaglia, presidente Simpef «e ci auguriamo di poterne vedere presto i risultati. È dimostrato che l’intensificazione dei percorsi di formazione dei pediatri di famiglia sulla valutazione dell’appropriatezza delle cure, unita a campagne di informazione ai genitori affinché riducano le richieste immotivate di prescrizioni, contribuisce ad un uso più razionale dei farmaci e porta a un’importante riduzione della spesa».


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