Sanità

lug92018

Prevenzione al femminile, le donne chiedono più screening e diagnosi precoce

Prevenzione al femminile, le donne chiedono più screening e diagnosi precoce
Sono attente alla prevenzione primaria e chiedono maggiore accessibilità a programmi di screening e diagnosi precoce, non solo in ambito cardiovascolare ma anche dermatologico (il 58%), ginecologico (24%) e dell'Hiv (17%). È questo il ritratto delle donne che emerge dall'analisi delle schede delle oltre 2.600 donne visitate sul truck dell'iniziativa "Prevenzione Possibile. La salute al femminile" realizzata con il patrocinio di Siprec (Società Italiana per la prevenzione cardiovascolare), Fimmg (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale), Federfarma (Federazione nazionale unitaria titolari di farmacia) e Federfarma-Sunifar con il contributo incondizionato di Mylan. L'iniziativa ha preso il via da Napoli lo scorso 8 marzo (cfr. Farmacista33 8 marzo 2018) e ha concluso il suo percorso a Milano dove sono stati presentati i risultati dell'indagine.

Risultati complessivamente positivi come sottolinea Stefano Carugo, Responsabile scientifico del progetto Prevenzione Possibile e Direttore di Cardiologia Unità e UCIC, UOC cardiologia dell'Ospedale Santi Paolo e Carlo di Milano. «Grazie all'iniziativa alle donne a bordo dell'ambulatorio mobile sono stati valutati parametri come la misurazione del peso, del girovita, della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca tramite Ecg, del colesterolo, della saturazione di ossigeno, e la misurazione della densità ossea attraverso Moc. Ed è emerso come le donne italiane per fortuna iniziano a fare un po' più di sport più e sono attente al fumo. Forse l'unico dato da migliorare riguarda l'assunzione di alcolici. Ma nel complesso» sottolinea Carugo «le donne intervistate sono più "fittate" rispetto a qualche anno fa». Del resto, continua il cardiologo «il progetto è nato per cercare di far capire alle donne che esiste anche per loro il rischio cardiovascolare. Si pensa più facilmente alle malattie oncologiche e si sottovalutano i rischi cardiovascolari ma le donne hanno superato gli uomini per incidenza di infarti e ictus. «Questo scenario positivo non ci deve far abbassare la guardia» aggiunge Carugo: «il cuore delle donne merita attenzione e bisogna continuare sulla linea della sensibilizzazione e dell'informazione, soprattutto delle giovani donne».

A ricordare ulteriori analisi di genere è Gianni Petrosillo, presidente del Collegio dei Probiviri di Federfarma e Presidente di Federfarma Bergamo: «Le stime di prevalenza di ipertensione arteriosa nella popolazione assistibile in carico ai Mmg, secondo il rapporto Osmed 2015, indicano valori del 27,5% per il genere maschile contro 28,4% per la donna. Per quanto riguarda invece il tasso di aderenza alla terapia per questa patologia abbiamo il 66,9% per il genere maschile, contro il 61,7% per quello femminile. C'è molto da fare per raggiungere tassi ottimali, con la prevenzione, il monitoraggio e l'informazione. Federfarma promuove con favore i progetti di prevenzione e ha volentieri dato, con il Sunifar, il patrocinio a questa iniziativa per la sua valenza sanitaria e anche perché si inquadra esattamente nel nostro programma sindacale. Stiamo lavorando molto per la prevenzione e sull'aderenza terapia e nei prossimi progetti potremmo essere operativamente coinvolti. Questa iniziativa si inserisce nello stesso filone delle campagne di screening in farmacia e sui progetti di aderenza terapeutica che sono attualmente in fase di studio, e la funzione di fare da innesco sulla sensibilizzazione della popolazione per il miglioramento della prevenzione. La farmacia, che affianca il medico sul territorio, è fondamentale per il successo di queste iniziative».

«Promuovere la cultura della prevenzione è un obiettivo prioritario per Regione Lombardia e ringrazio i promotori di questo tour per aiutarci a diffonderla» ha dichiarato nel suo intervento Giulio Gallera, Assessore al Welfare Regione Lombardia. «I dati ci dicono che l'adesione delle donne all'invito per gli screening inerenti il tumore al seno in Lombardia hanno raggiunto il 62%, mentre sono più bassi quelli per gli esami più invasivi come quelli al colon retto 51% o per la cervice uterina (pap test), che sono al 51,2%. Grazie a quest'iniziativa comprendiamo che c'è da implementare il lavoro anche sul fronte delle malattie cardiovascolari, che hanno un'incidenza di morte ancora più alta rispetto alle patologie oncologiche. Come Regione stiamo portando avanti anche una grande battaglia sulla promozione di corretti stili di vita che soprattutto per le malattie cardiovascolari sono fondamentali».

«In questi 120 giorni abbiamo permesso ad oltre 2.600 donne su tutto il territorio italiano di sottoporsi a screening gratuiti e ricevere consulenze mediche» conclude Anne-Marie Van de Kieft, Head of Marketing Italy. «L'obiettivo ambizioso alla base del progetto è proprio quello di sensibilizzare le donne sui temi della prevenzione e invitarle a cambiare alcune cattive abitudini: un'attenzione al mondo della salute al femminile al centro delle priorità di Mylan e del progetto Essere Donna 2018, che vede l'azienda impegnata nel mettere a disposizione delle donne la propria esperienza nell'area salute sia attraverso la ricerca e lo sviluppo di prodotti pensati per rispondere alle loro esigenze, sia mettendo a disposizione informazioni e servizi concreti per accompagnarle in tutte le fasi della loro vita».
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