Sanità

mar62013

Prevenzione secondaria, omega 3 non più rimborsabili

I medicinali appartenenti alla classe “pufa omega 3” non saranno più rimborsabili in prevenzione secondaria da parte del Servizio sanitario nazionale.

I medicinali appartenenti alla classe “pufa omega 3” non saranno più rimborsabili in prevenzione secondaria da parte del Servizio sanitario nazionale. Lo sancisce un comunicato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 50 del 28 febbraio 2013 a cura dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). La decisione risale alla seduta della Commissione consultiva tecnico scientifica avvenuta lo scorso 5 dicembre e nella pubblicazione si cita l'articolo 11, comma 1, della legge 8 novembre 2012 n. 189, in accordo al quale si stabilisce che i cittadini non disporranno gratuitamente di questi farmaci per la prevenzione secondaria nel paziente con pregresso infarto miocardico.
Le poche righe sulla Gazzetta Ufficiale fanno riferimento a medicinali di ampia diffusione; gli Omega3 sono una categoria di acidi grassi essenziali indispensabili per il corretto funzionamento dell'organismo e vengono spesso assunti, oltre che dai pazienti sopravvissuti a infarto, anche da persone che intendono combattere l’eccesso di grassi nel sangue.
Siamo dunque in un ambito che interessa un’ampia fascia della popolazione e presenta punti di contatto con un altro fenomeno: la diffusione crescente delle medicine complementari.
Infatti, appena due giorni fa, nella newsletter “Clinical digest” dell'agenzia federale americana impegnata nella ricerca sulla medicina complementare e alternativa (Nccam), si leggeva che gli elevati livelli di colesterolo nel sangue rientrano nelle prime dieci condizioni per cui si ricorre a rimedi complementari. La decisione dell’Aifa potrà favorire ulteriormente questo fenomeno? La ricerca di un approccio più “naturale” non è sempre esente da rischi e, proprio nella newsletter della Nccam, si mettono in guardia i cittadini da alcuni integratori a cui ci si rivolge proprio per combattere l’ipercolesterolemia: gli effetti collaterali non mancano e sono in genere sconosciuti ai consumatori.


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