Sanità

apr222014

Prevenzione secondaria post ictus: meglio con il farmacista

farmacista scrive

Farmacisti battono infermieri nella gestione post ictus dei pazienti: sono questi i risultati incoraggianti di un’esperienza canadese che ha visto i farmacisti in prima linea nella presa in carico di pazienti reduci da un ictus. In particolare quando si tratta di iniziare e poi regolare le terapie di prevenzione secondaria per l’ipertensione arteriosa e i livelli di colesterolo, il farmacista riesce a ottenere un miglior controllo rispetto a quanto sperimentato quando i soggetti sono affidati a infermieri. Non si tratta di scarsa competenza di questi ultimi ma di percorsi procedurali differenti: infatti l’infermiere registra i valori pressori e di colesterolemia e poi li riferisce al medico curante, mentre il farmacista si fa subito parte attiva iniziando la terapia, aggiustando la dose, aggiungendo altri farmaci al bisogno, ottimizzando la cura. Tutto ciò ha fatto sì che, nello studio canadese, a 6 mesi dall’evento traumatico i pazienti seguiti dal farmacista avessero valori di pressione arteriosa e colesterolemia migliori. Tuttavia è presto per dedurre se ciò si rifletta anche in un minor numero di eventi cardiovascolari, perché lo studio era piccolo ed è durato solo 6 mesi: i ricercatori hanno infatti reclutato 279 adulti reduci da un recente episodio di Tia (transient ischemic attack) o ictus ischemico minore, pressione arteriosa o lipidemia poco controllate. Al basale il 98,2% del campione assumeva un antipiastrinico, il 78,1% un antipertensivo e l’84,6% una statina. Al termine dei 6 mesi di osservazione il 43,4% dei pazienti seguiti da un farmacista ha raggiunto livelli ottimali di pressione e lipidemia, rispetto al 30,9% dei controlli affidati a un infermiere. Per quanto riguarda i livelli di lipidi nel sangue il 51% dei pazienti affidati a un farmacista ha raggiunto i livelli target di colesterolo Ldl (2.0 mmol/L o 77 mg/dL) rispetto al 34% dei controlli. È probabile che i risultati di questo studio, pubblicati sul Canadian medical association journal, supporteranno la possibilità per i farmacisti dei team di cura dello stato di Alberta di prescrivere farmaci a determinate categorie di pazienti, inclusi quelli reduci da ictus o infarto. (E.L.)


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