Sanità

mag92019

Prezzi dei farmaci, Risoluzione italiana per trasparenza sottoscritta da 10 paesi

Prezzi dei farmaci, Risoluzione italiana per trasparenza sottoscritta da 10 paesi

Prezzo dei farmaci, la Risoluzione per la trasparenza ottiene le prime adesioni da parte di Paesi europei ed extraeuropei

La Risoluzione per la trasparenza dei prezzi dei farmaci, presentata dall'Italia qualche mese, ha avuto la co-sponsorship da parte di 10 paesi, tra Europa, Asia e Americhe e nei prossimi giorni il ministro della salute, Giulia Grillo, il Direttore dell'Agenzia italiana del farmaco, Luca Li Bassi il sottosegretario Armando Bartolazzi, saranno impegnati a Ginevra per sensibilizzare tutti i paesi presenti all'Oms, sulla sua bontà. È quanto ha annunciato in ministro questa mattina nel corso di un incontro organizzato da Oxfam e Action sulle disuguaglianze nell'accesso ai farmaci.
«In questa risoluzione chiediamo una maggiore trasparenza sulla formazione del prezzo del farmaco - ha spiegato il ministro - per come viene poi presentato dall'azienda allo Stato o agli Stati. Questo serve per avere una maggiore garanzia di correttezza da parte delle multinazionali che hanno alzato un po' il tiro su diversi farmaci, in particolare su tutti i nuovi farmaci ma questo rischia di mettere in ginocchio tutto i sistemi sanitari. Anche se noi contribuiamo per aiutare gli altri, rischiamo noi stessi di non poterli comprare - ha aggiunto - ci vuole una strategia globale, che metta insieme tutto gli acquirenti, forti e deboli, che diventino interlocutori unici».

«Dieci Paesi hanno firmato la co-sponsorship della Risoluzione e ne siamo fieri - ha sottolineato Li Bassi - Cinque sono europei, cinque sono extraeuropei in Asia e nelle Americhe. Altri stanno valutando, ma si stanno mostrando assolutamente collaborativi, in termini di principio abbiamo trovato un ottimo allineamento e collaborazione sui temi. Il nostro obiettivo - ha spiegato Li Bassi - è di sollevare il bisogno di avere qualche informazione in più. Siamo investitori importanti in questo settore, crediamo nell'industria farmaceutica e la vogliamo florida, innovativa e competitiva. Siamo stakeholders fondamentali perché l'Italia da sola investe 30 miliardi di euro l'anno. Collettivamente in tutti i Paesi del mondo si spendono "triliardi" di dollari in questa industria ed è giusto che come investitori indiretti abbiamo accesso alle informazioni che ci servono per poter prendere le decisioni migliori, in termini di contrattazione del prezzo ma anche per capire il reale valore dei prodotti. È notizia di questi giorni - ha aggiunto - che una legge europea che richiede di riportare i risultati degli studi clinici in maniera sistematica e completa, è disattesa perché l'83% dei risultati non viene riportato su piattaforme che sono già state concordate. L'Ema ha in mano dati limitati, che servono alla registrazione dei medicinali, che si basa sul concetto di qualità, sicurezza ed efficacia. Quello che manca è capire quali sono i limiti di beneficio di questi prodotti. Dobbiamo avere un quadro completo».
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