Sanità

feb222017

Prezzo anti-epatite C, Scaccabarozzi: non imposto da aziende ma frutto di negoziazione

Prezzo anti-epatite C, Scaccabarozzi: non imposto da aziende ma frutto di negoziazione
La ricerca è un processo costoso e il brevetto è uno strumento per proteggere chi investe, che altrimenti smetterebbe di farlo. Ma in Italia il prezzo dei farmaci non è imposto dalle aziende: è frutto di una negoziazione. Con queste riflessioni Massimo Scaccabarozzi presidente di Farmindustria, entra nel dibattito aperto nei giorni scorsi dalle dichiarazioni del Dg dell'Aifa Mario Melazzini che, rivolgendosi a Gilead ha avvertito che se l'azienda non accetterà di ridurre i prezzi dei farmaci anti-epatite C l'Aifa chiederà al Governo l'applicazione degli accordi internazionali Trips del 2006, che in caso di emergenze di salute pubblica consentono agli Stati di produrre farmaci senza preoccuparsi del brevetto presso gli stabilimenti farmaceutici militari di Firenze. «L'Aifa ha tutto il dovere di fare le negoziazioni, perché i prezzi dei farmaci nel nostro Paese non sono imposti dalle aziende ma sono frutto di una negoziazione» ha commentato Scaccabarozzi, a margine di un evento sulle malattie rare a Spazio Novecento a Roma «e l'azienda credo abbia il diritto di fare le sue considerazioni. Mi auguro che insieme trovino un accordo per arrivare a dare questa speranza al maggiore numero possibile di malati italiani. Se da ambo le parti c'è la volontà di trovarlo, lo troveranno». E ha aggiunto che «quando si afferma "da questo momento non guardiamo più al brevetto" bisogna tenere conto anche del fatto che La ricerca è un processo costoso. I brevetti sono fatti perché bisogna proteggere chi investe in ricerca perché altrimenti nessuno investirebbe più». E sulla vicenda con risvolti giudiziari dei pazienti italiani andati in India per reperire gli stessi farmaci a costi inferiori ha detto: «Sento dire delle follie come "vado in India a comprarlo". Andate a vedere quant'è il potere di acquisto di un indiano - osserva - e vedrete che alla fine dei conti il farmaco per l'epatite per un indiano costa molto di più di quanto viene pagato nel nostro Paese. Quindi bisogna fare paragoni leciti, non paragoni che non hanno senso». Intanto è prevista per questa settimana l'avvio della trattativa Aifa-Gilead per la ricontrattazione dei prezzi dei medicinali anti-epatite.

Simona Zazzetta
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