Sanità

mag132014

Prezzo latti formulati, Lorenzin: rischio di cartello l'Antitrust si attivi

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I listini dei prezzi dei latti formulati di alcune aziende, che presentano variazioni troppo ampie tra il mercato nazionale e quello estero, dove le cifre sono marcatamente più basse, hanno sollevato il sospetto, espresso da parte del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, dell’esistenza di un cartello su cui il Garante per la concorrenza deve intervenire con «un'azione di regolazione dei prezzi». Il tema è stato sollevato, per la seconda volta in 10 anni, dalle segnalazioni dei consumatori, e nei mesi scorsi dallo stesso ministro Lorenzin che aveva presentato una segnalazione all’Antitrust. La risposta è arrivata nei giorni scorsi, e ribadisce l’utilità di rendere trasparenti i dati sui prezzi, raccogliendoli e diffondendoli, proprio per calmierarli. Lorenzin ha sottolineato che si tratta «di variazioni di prezzi di 50, 60, 70 euro, quindi una variazione grandissima» e ha aggiunto: «È una situazione ingiustificabile. Non vorrei fare l'off-label del latte in polvere, mi piacerebbe che questa cosa si risolvesse nel suo sito che è quello del controllo della garanzia della libera concorrenza del mercato e che non ci siano azioni di cartello su una delle tematiche che stanno più a cuore alle donne italiane». Secondo il ministro, inoltre, l'Autorità garante, dovrebbe attivarsi «in modo rigoroso su questo tema e su un'azione di regolazione dei prezzi perché se i prezzi sono questi non vanno bene». Sul tema è stata data massima disponibilità a collaborare da parte dei farmacisti: «Noi possiamo fornire i prezzi dei latti venduti in farmacia» ha detto la presidente di Federfarma, Annarosa Racca, mettendo a disposizione del ministro la banca dati dell'associazione «ma la parte del leone la fa la distribuzione nei supermercati. Il nostro latte» ha aggiunto «di importazione dalla Germania e voluto da Federfarma che circa 10 anni fa organizzò l'arrivo nelle farmacie di Neolatte per contrastare i prezzi troppo alti, costa circa 9 euro per 800 grammi ed è il latte meno costoso».
Nel 2005 l’Antitrust aveva sanzionato le principali aziende multinazionali che producono il latte artificiale ritenute colpevoli di aver creato «un'intesa che ha avuto ad oggetto ed effetto una significativa e consistente alterazione della concorrenza, consistente in un coordinamento delle loro politiche commerciali, e determinando il mantenimento di prezzi assai più elevati rispetto agli altri mercati europei, in violazione dell'articolo 81 del Trattato Ue».

Simona Zazzetta


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