Sanità

lug122011

Privacy, in Gazzetta la delibera sui dati genetici

Interessa medici, strutture sanitarie pubbliche o private, farmacisti, psicologi, consulenti tecnici e una lunga serie di altri soggetti la deliberazione del Garante per la privacy sul trattamento dei dati genetici. Approvato a fine giugno, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale di ieri e valido fino al 31 dicembre del prossimo anno, il documento non fissa soltanto le regole da osservare nell’accesso alle informazioni ma elenca anche tipologie di dati e autorizzazioni necessarie. Si va così dal «dato genetico», utile a identificare le caratteristiche genotipiche di un individuo, al «campione biologico», dal quale possono essere ricavate informazioni caratteristiche di un individuo; dal «test genetico», diretto a effettuare una diagnosi o a confermare un sospetto clinico, al «test farmacogenetico», orientato all'identificazione di specifiche variazioni nella sequenza del Dna; dal «test farmacogenomico», destinato allo studio globale delle variazioni del genoma o dei suoi prodotti, al «test sulla variabilità individuale», dallo «screening genetico» alla «consulenza genetica», per arrivare infine alla «informazione genetica», che ricomprende i cosiddetti screening genetici. Per ogni tipologia soggetti ed enti interessati dovranno procurarsi le autorizzazioni attraverso richiesta all’Autorità garante, senza che questo escluda il rispetto «degli obblighi deontologici relativi alle singole figure professionali».


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