Sanità

lug102018

Privacy, relazione Garante: in aumento le sanzioni riscosse

Privacy, relazione Garante: in aumento le sanzioni riscosse
Sanzioni amministrative riscosse per circa 3 milioni 800 mila euro, complessivamente il 15% in più rispetto all'anno precedente. È uno dei numeri dell'attività 2017 dell'Autorità Garante per la protezione dei dati personali, resi noti in occasione della presentazione della Relazione annuale. Nell'anno in questione, sono stati adottati 573 provvedimenti collegiali ed è stato dato riscontro a circa 6 mila tra quesiti, reclami e segnalazioni riguardanti settori quali marketing telefonico (in costante aumento), credito al consumo, videosorveglianza, concessionari di pubblico servizio, recupero crediti, settore bancario e finanziario, assicurazioni, lavoro, giornalismo, enti locali, sanità e servizi di assistenza sociale. Sono stati decisi 276 ricorsi, riguardanti soprattutto editori (anche televisivi), banche e società finanziari, pubblica amministrazione e concessionari di pubblici servizi, datori di lavoro pubblici e privati, fornitori telefonici e telematici, marketing. I pareri resi dal Collegio al governo e al Parlamento sono stati 19 e hanno riguardato, in larga parte, l'attività di polizia e sicurezza nazionale, i dati sanitari, l'informatizzazione delle banche dati della pubblica amministrazione, il fisco.
Le comunicazioni di notizie di reato all'autorità giudiziaria sono state 41, in particolare per mancata adozione di misure minime di sicurezza a protezione dei dati e trattamento illecito. Le violazioni amministrative contestate nel 2017 sono state 589, in larghissima parte concernenti il trattamento di dati senza consenso, la diffusione di dati su internet da parte della pubblica amministrazione e il telemarketing, seguite dall'omessa o inadeguata informativa agli utenti sul trattamento dei loro dati personali, dalla mancata adozione di misure di sicurezza e dall'omessa esibizione di documenti al Garante. Le ispezioni sono state 275: svolte anche con il contributo delle Unità speciali della Guardia di finanza, hanno riguardato numerosi e delicati settori, sia nell'ambito pubblico che privato. Per quanto riguarda il settore privato le ispezioni si sono rivolte per lo più ai trattamenti di dati effettuati da società operanti nella "sharing economy", da imprese di vendita a domicilio, da società che operano nel settore dell'intermediazione creditizia o nel recupero crediti, da società di selezione del personale o che offrono servizi di informazioni commerciali o svolgono attività di telemarketing (in particolare di quelle situate in Albania).
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