OMEOPATIA

gen242013

Profilo e azione di Berberis vulgaris

I principali costituenti di Berberis vulgaris, un arbusto fitto e spinoso della famiglia delle Berberidacee che forma siepi o cresce sui poggi calcarei in tutta Europa, sono alcaloidi quali: la Berberina, presente anche nei rimedi Hydrastis canadensis e Chelidonium majus

I principali costituenti di Berberis vulgaris, un arbusto fitto e spinoso della famiglia delle Berberidacee che forma siepi o cresce sui poggi calcarei in tutta Europa, sono alcaloidi quali: la Berberina, presente anche nei rimedi Hydrastis canadensis e Chelidonium majus, che possiede proprietà colagoghe, coleretiche e spasmolitiche; la berbamina, citotossica e ipotensiva; la magnofiorina, solo ipotensiva. La tintura madre è preparata con la scorza essiccata delle radici. La sperimentazione patogenetica ha dimostrato un tropismo essenziale sull’apparato urinario, sulla pelle, sulle funzioni epatobiliari e sull’apparato locomotore.

Principali indicazioni
Berberis vulgaris cura in particolar modo la litiasi urinaria, soprattutto uratica in quei soggetti affetti da iperuricemia. A livello del digerente svolge un’azione curativa sui problemi epatobiliari caratterizzati da dispepsia con nausea e sonnolenza post prandiale. Sulla pelle è molto indicata per la cura di eczemi, dermatosi psoriasiformi, pitiriasi rosea del Gilbert, soprattutto quando le lesioni dermatologiche hanno forme rotondeggianti o circinate. Infine svolge un’azione curativa sulla gotta e su quei problemi articolari connessi all’aumento dell’uricemia. 

Posologia
Assumere 5 granuli alla diluizione 5 CH, sublinguali, per due volte al giorno.

Il simile cura il simile
Nella sperimentazione omeopatica il rimedio Berberis vulgaris provoca: a livello dell’apparato urinario, dolori lombari alti, in particolar modo a sinistra, e una estrema variabilità sia dell’aspetto sia del volume delle urine; a livello epatobiliare, digestione lenta con nausea, sonnolenza, feci giallastre e chiare, stipsi alternata a diarrea; prurito e desquamazione sulla pelle, con lesioni di tipo rotondeggiante che desquamano (squame fini che lasciano un’areola pigmentata); dolori lombari e sacroiliaci che s’irradiano alle cosce, alle ginocchia e ai talloni.

Italo Grassi
Si ringrazia Siomi (Società italiana di omeopatia e medicina integrata) per la gentile collaborazione.


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