Farmaci e dintorni
11 Gennaio 2019Più di un adulto su 10 adulti negli Stati Uniti, per un totale di oltre 26 milioni di persone, soffre di allergie alimentari, ma un numero quasi doppio di persone è convinto di avere un'allergia di questo tipo anche senza conferma clinica, secondo quanto riferisce uno studio pubblicato su JAMA Network Open. «In un sondaggio condotto su 40.443 adulti nel paese, il 10,8% di chi ha risposto ha riferito di avere sintomi compatibili con un'allergia alimentare, come una storia di grave reazione a un cibo, ma ben il 19% degli intervistati ha sostenuto di avere un'allergia alimentare» spiega Ruchi Gupta, della Northwestern University Feinberg School of Medicine di Chicago, prima autrice dello studio. L'allergia alimentare più comunemente segnalata, quella ai crostacei, interessava circa 7,2 milioni di adulti. Tra gli altri alimenti più citati seguono latte (4,7 milioni di adulti), arachidi (4,5 milioni), noci (3 milioni), pesci (2,2 milioni), uova (2 milioni), grano (2 milioni), soia (1,5 milioni) e sesamo (0,5 milioni). Circa la metà degli intervistati con allergie alimentari ha avuto una reazione allergica grave e il 45,3% si è dichiarato allergico a più alimenti.
Il 48% degli allergici ha sviluppato le proprie allergie alimentari da adulto, e il 38,3% ha riferito di aver fatto almeno una visita in pronto soccorso per motivi legati all'allergia. I ricercatori sottolineano che la stima della prevalenza di allergie alimentari negli adulti del 10,8% è compresa tra il 10% stimato dai dati del National Health and Nutrition Examination Survey 2007-2010 e il 13% stimato dai dati dell'indagine sulla sicurezza alimentare della FDA del 2010. «Tuttavia, nessuno di questi sondaggi ha raccolto dati sui sintomi che potrebbero essere utilizzati per identificare gli adulti che segnalano allergie alimentari che hanno scarsa probabilità di essere mediate da IgE. I nostri risultati suggeriscono che il carico delle allergie alimentari a livello di popolazione aumenterà in futuro in assenza di una diffusa implementazione di efficaci sforzi di prevenzione e terapie» concludono gli autori.
JAMA Network Open. 2019. doi:10.1001/jamanetworkopen.2018.5630 https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen/fullarticle/2720064
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