feb162012
Profilo e azione di Phytolacca decandra
La Phytolacca decandra è un arbusto della famiglia delle Fitolaccacee. La TM viene preparata dalla parte intera della pianta incluse le radici e i frutti maturi. I principi attivi sono: lectine, saponosidi, fitolaccoside A e B, Acido g-aminobutirrico. L’intossicazione provoca sensazione di bruciore in bocca e gola, sete, scialorrea, vomito, diarrea, cefalea e vertigini.
Principali indicazioni
La Phytolacca esercita un’azione elettiva congestizia e infiammatoria sulle mucose faringee dove cura angine, tonsilliti, faringiti, parotiti. Altre indicazioni del rimedio sono: a livello mammario dove cura la mastodinia premestruale, caratterizzata da congestione e tensione mammaria con flusso troppo abbondante e doloroso; a livello locomotore dove cura dolori reumatici e ossei folgoranti, con esordio e termine bruschi, simili a scariche elettriche.
Caratteristiche psicologiche del paziente
Il paziente avverte una forte sensazione di contusione di tutto il corpo, dolori al dorso, cefalea, bisogno di muoversi benché il movimento faccia aumentare i dolori, grande stanchezza.
Sintomi e modalità di reazione
Dolore alla deglutizione, come scosse elettriche, irradiato alle orecchie, febbre con prostrazione e congestione cefalica che contrasta con la sensazione di freddo nel resto del corpo; presenza di linfonodi cervicali aumentati di volume e dolenti. Il paziente peggiora con il freddo umido e con il movimento nonostante il forte desiderio di muoversi; migliora con clima secco e con il riposo.
Posologia
Diluizione 5-7-9 CH, tre granuli sublinguali da due a quattro volte al giorno in base all’acuzie dei sintomi, diradando le somministrazioni con il miglioramento.
Il simile cura il simile
Per similitudine, in omeopatia, la Phytolacca cura elettivamente le faringotonsilliti infiammate e dolenti accompagnate da febbre prostrante e cefalea: la faringe è di colore rosso scuro, specie sui pilastri palatini, vi è arrossamento e aumento di volume delle tonsille, con edema dell’ugola, formazione di placche chiare che creano pseudomembrane biancastre e danno un’impressione di corpo estraneo. La sua azione è molto simile a quella di Mercurius solubilis, infatti Kent la chiamava il “mercurio vegetale”. L’azione di Phytolacca è acuta e subacuta.
Italo Grassi
Si ringrazia Siomi (Società italiana di omeopatia e medicina integrata) per la gentile collaborazione.