Scienza

set32010

Profilo sfavorevole con sibutramina in cardiopatici

Uno studio pubblicato su The new England journal of medicine, riporta risultati che suggeriscono che la sibutramina, aumenta il rischio di infarto e ictus nelle persone con patologie vascolari preesistenti. I risultati saranno revisionati dalla Food and drug administration in un incontro in cui si deciderà se è necessaria un’azione regolatoria aggiuntiva per rendere sicuro l’uso del farmaco, commercializzato negli Stati Uniti come Meridia da Abbott che ha finanziato il lavoro. I ricercatori hanno avviato circa 10mila adulti obesi o in sovrappeso con precedenti patologie cardiovascolari, diabete di tipo 2 o entrambi ad assumere il farmaco o un placebo in un programma di counseling sulla gestione del peso. Dopo un monitoraggio di circa tre anni e mezzo, è stato riscontrato nei pazienti trattati con il farmaco, un aumento del 28% del rischio di infarto non fatale, del 36% del rischio di ictus non fatale rispetto al controllo, senza un aumento dei tassi di decesso. Secondo l’azienda questi risultati non tolgono valore ai risultati che si ottengono nei pazienti in cui il farmaco è indicato, ben diverso dal commento dell’editoriale del Nejm secondo cui emerge un profilo sfavorevole di rischio-beneficio.
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