Sanità

set222015

Progetto diabete Piemonte: esportato e finanziato dal Ministero

Progetto diabete Piemonte: esportato e finanziato dal Ministero
Il modello di Farmacia di Comunità messo a punto e sperimentato nell'iniziativa Interateneo del Piemonte non solo verrà esportato in altre realtà regionali ma è la base del progetto che è risultato finanziabile dal Ministero della Salute (con uno stanziamento di 355mila euro) per dare attuazione al programma 2015 del centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie - organismo di coordinamento tra il Ministero e Regioni. «Su 48 progetti presentati» fa il punto Paola Brusa, professore all'Università degli Studi di Torino - Dipartimento di Scienza e Tecnologia del Farmaco, tra i promotori del Progetto Farmacia di Comunità e referente dell'iniziativa, presentata al Ccm, di cui è Capo progetto il prof. Giuseppe Costa, responsabile del servizio di epidemiologia della Asl Torino 3 «sono 12 quelli che hanno ottenuto il finanziamento e il nostro, dal titolo "La farmacia dei servizi per il controllo delle patologie croniche: sperimentazione e trasferimento di un modello di intervento di prevenzione sul diabete tipo 2" si è classificato al settimo posto. Si tratta di un risultato importante per noi, non solo per la visibilità che acquista il Progetto piemontese, ma anche perché è un buon punto di partenza per esportare la Farmacia di Comunità in altre regioni. Un elemento di forza che consideriamo importante è l'aver trovato un partner nelle istituzioni pubbliche anche fuori dal Piemonte: siamo riusciti a coinvolgere una Regione e una Asl. In particolare, in rappresentanza del centro Italia, la Regione Umbria e del sud Italia l'Asl di Bat. Questo è un risultato importante perché può essere un primo passo verso quel riconoscimento da parte della pubblica amministrazione dell'importanza e dei vantaggi, anche in termini di risparmi, per il Ssn della Farmacia di Comunità. Altro elemento di forza è il poter partire, nelle nuove regioni coinvolte, con la realizzazione della Farmacia di Comunità con un riconoscimento economico per le farmacie fin dall'inizio; in Piemonte invece la fase sperimentale è stata condotta a titolo gratuito». Il progetto è costruito attraverso 8 obiettivi: «Individuare gli elementi che maggiormente influenzano la fattibilità e il successo del modello organizzativo piemontese; realizzare un pacchetto formativo standard di formazione a distanza (Fad) per i farmacisti; alla luce dei risultati della valutazione di processo (obiettivo 1), ridefinire il protocollo operativo dell'intervento, centrato sulla farmacia dei servizi e mirato alla prevenzione primaria, secondaria e terziaria del diabete; verificare sul campo la trasferibilità dell'intervento in diversi contesti territoriali regionali e provinciali; valutare l'efficacia dell'intervento in termini di riduzione dei ricoveri impropri e degli accessi al Pronto Soccorso per i pazienti diabetici in Piemonte; promuovere un'azione di equity audit basata sull'analisi dei determinanti sociali della frequenza di diabete misconosciuto e della non aderenza alle terapie raccomandate e (limitatamente al Piemonte) sulla valutazione dell'impatto dell'intervento sulle disuguaglianze; valutare l'impatto economico dell'intervento in Piemonte; avviare la fase pilota di adattamento del modello ad altre patologie croniche».

Francesca Giani
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